Onimusha: Way of the Sword, i voti della critica e le prime recensioni

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono finalmente emersi i voti della stampa internazionale per Onimusha: Way of the Sword, l'atteso ritorno della storica saga di Capcom, e il responso, a giudicare dai numeri, sembra essere ampiamente positivo. Il titolo, che uscirà il 4 settembre su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, ha raccolto una serie di valutazioni che oscillano tra l'entusiasmo più sfrenato e qualche perplessità di fondo, delineando un quadro critico interessante e, per certi versi, sfaccettato.

Il responso della critica: tra perfetti 10 e giudizi più misurati

A dare man forte alle aspettative ci hanno pensato testate come IGN, Hey Poor Player e MonsterVine, che non hanno esitato ad assegnare il punteggio massimo di 10/10, celebrando il ritorno del samurai Musashi. Oltre a questi giudizi entusiastici, si registra una corposa schiera di voti eccellenti, con un 9 che è stato il verdetto di molte redazioni, tra cui Push Square, Screen Rant, Nintendo Life e Wccftech.

Il quadro che emerge è quello di un'operazione riuscita, capace di aggiornare con intelligenza una formula classica senza tradirne lo spirito, tanto che al momento su Metacritic la versione PS5 del gioco vanta una media dell'86 su 100, un dato che la pone in linea con gli altri grandi successi dell'anno per la casa di Osaka. Non sono però mancate voci più critiche, come quelle di GamesRadar+ e Siliconera, che si sono fermate a un 7, mentre VGC ha espresso un giudizio di sufficienza con un 6, segnalando alcune perplessità.

Le lodi: combattimento e character design

Il punto di forza principale di Onimusha: Way of the Sword, unanimemente riconosciuto dalla critica, risiede nel suo sistema di combattimento, descritto come appagante, tecnico e cinematografico. La parata, che richiede tempismo e lettura dei movimenti nemici, è uno degli elementi che ha conquistato i recensori, così come la caratterizzazione del protagonista, Musashi, modellato sulle fattezze dell'attore Toshiro Mifune, un omaggio che ha aggiunto fascino e carisma all'intera esperienza.

In un 2026 che per Capcom è già stato segnato da successi come Monster Hunter Stories 3 e Resident Evil Requiem, questo nuovo capitolo della serie sembra destinato a consolidare una striscia positiva iniziata ormai da tempo.

Le criticità: ripetitività e struttura

Nonostante l'accoglienza calorosa, non sono mancate le riserve, che hanno riguardato principalmente la struttura della campagna e la varietà delle situazioni di gioco. Diversi recensori, tra cui la nostra testata, hanno evidenziato una certa ripetitività nelle attività secondarie, spesso descritte come banali e poco stimolanti, capaci di appesantire un'esperienza che, nel suo nucleo principale, riesce invece a brillare.

Anche Polygon ha raccolto queste impressioni, segnalando come alcuni scontri con i boss tendano a ripetersi e come le missioni accessorie non riescano sempre a giustificare la loro presenza, allungando artificiosamente i tempi di gioco. Le critiche a un level design non sempre ispirato e a una struttura forse troppo guidata sono state un altro dei temi ricorrenti nelle recensioni meno entusiaste.

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