Onimusha: Way of the Sword, il ritorno della saga Capcom tra Kyoto e combattimenti tecnici

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Dopo vent’anni di assenza dal panorama videoludico, la serie Onimusha si prepara a tornare con un nuovo capitolo che promette di riconquistare i vecchi fan e catturare l’attenzione delle nuove generazioni. Onimusha: Way of the Sword, previsto per il prossimo settembre, è stato protagonista di recenti sessioni di prova che hanno permesso di testare alcune sezioni inedite del gioco, rivelando un action solido che fonde combattimenti tecnici, esplorazione e una ricostruzione fedele della Kyoto del periodo Edo. Un'operazione nostalgia che, a quanto pare, potrebbe rivelarsi azzeccata.

Tre ore di prova tra Kyoto e i Genma

Durante una sessione hands-on su PlayStation 5, ho avuto l'opportunità di giocare per circa tre ore una sezione del gioco successiva alla demo già disponibile al pubblico. Un lasso di tempo sufficiente per comprendere la direzione intrapresa da Capcom, che punta a riportare in auge una delle sue proprietà storiche con un approccio che non rinuncia alla spettacolarità, ma che richiede al giocatore una certa disciplina nei movimenti e nella gestione delle risorse.

Il protagonista, Miyamoto Musashi, è un giovane samurai la cui leggenda è scolpita nella storia giapponese, chiamato a respingere la minaccia dei Genma, creature infernali che hanno invaso la capitale. Il carisma del personaggio è innegabile, e il suo percorso si preannuncia costellato di duelli all'ultimo sangue.

Il santuario dei destini recisi

Uno dei punti focali dell'avventura sembra essere un santuario legato alla separazione dei destini, diventato terreno di caccia per una presenza corrotta. Si tratta del fulcro di "Severing Fates", il nuovo trailer ufficiale, con cui Capcom approfondisce una delle tappe affrontate da Musashi nella Kyoto invasa. Il luogo sacro è chiaramente ispirato allo Yasui Konpiragu Shrine di Kyoto, un santuario storicamente associato alla possibilità di recidere legami e destini.

La scelta di un luogo tanto carico di simbologia non è casuale: il gioco sembra voler esplorare non solo la lotta fisica contro i demoni, ma anche i conflitti interiori del protagonista, costretto a fare i conti con il proprio passato e con le scelte che definiranno il suo avvenire.

Un action che guarda al passato (con i Joy-Con 2)

Dal punto di vista del gameplay, Onimusha: Way of the Sword si presenta come un action in terza persona che fa della precisione e della tempistica le sue armi migliori. Il sistema di combattimento, come mostrato anche nei filmati dedicati alla versione Nintendo Switch 2, si basa su un'ampia gamma di tecniche: deviazioni, parate precise e i micidiali contrattacchi Issen, capaci di ribaltare le sorti di uno scontro in un istante.

Sulla console ibrida di Nintendo, il gioco potrà essere fruito sia in modalità docked che portatile; particolare attenzione è stata riservata ai controlli in stile mouse resi possibili dai nuovi Joy-Con 2, che offrono un'alternativa al sistema di input tradizionale per un'esperienza di gioco più coinvolgente e intuitiva.

Una Kyoto oscura e dettagliata

L'ambientazione gioca un ruolo fondamentale nell'immersione. La Kyoto del periodo Edo, ricostruita con cura maniacale, viene stravolta da nuvole di Malizia che ne torcono l'aspetto, rendendola cupa e minacciosa. La città pullula di templi e santuari, come il celebre Kiyomizu-dera, che diventano scenari di scontri cruenti e di esplorazione. Capcom ha lavorato molto sulla direzione artistica, creando un'atmosfera che fonde la storia e la tradizione giapponese con elementi di dark fantasy.

Il risultato è un mondo che, nonostante la sua natura oscura, affascina e invoglia a esplorare ogni suo angolo, in attesa di scoprire cosa il destino abbia in serbo per Musashi.

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