Onimusha: Way of the Sword, tre ore di prova mostrano un ritorno solido per la saga Capcom
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Redazione Scienza e Tecnologia
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In occasione di una sessione hands-on di Onimusha: Way of the Sword su PlayStation 5, ho provato per circa tre ore una sezione inedita del gioco, successiva alla demo attualmente disponibile al pubblico. Dopo vent'anni di assenza dalla serie principale, il nuovo capitolo punta a riportare in primo piano una delle proprietà storiche di Capcom.
E il risultato è un action che combina combattimenti tecnici, esplorazione e una ricostruzione dettagliata della Kyoto del periodo Edo, offrendo segnali incoraggianti in vista dell'uscita prevista per il 4 settembre su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
Un santuario tra mito e corruzione
L'anteprima è stata accompagnata dalla pubblicazione di un nuovo trailer intitolato "Severing Fates", che getta luce su una delle location più affascinanti del gioco. Si tratta di un santuario ispirato allo Yasui Konpiragu Shrine di Kyoto, un luogo tradizionalmente associato alla possibilità di recidere legami e destini. In quest'avventura, tuttavia, il luogo sacro è stato contaminato da un'entità oscura che si nutre dei desideri dei pellegrini, trasformando le loro speranze in una trappola mortale.
È qui che Musashi, il protagonista, si troverà ad affrontare una minaccia particolarmente insidiosa, legata alla funzione simbolica del santuario e alla presenza dei demoni Genma che hanno invaso la città. Il trailer ha mostrato un assaggio di questa atmosfera cupa, alternando sequenze narrative a combattimenti cruenti che ribadiscono il tono dark fantasy del progetto.
Un sistema di combattimento tecnico e brutale
Il cuore pulsante di Onimusha: Way of the Sword è il suo sistema di combattimento, che ho avuto modo di apprezzare durante le tre ore di prova. Capcom ha costruito una formula che premia il sangue freddo, il tempismo e la reazione, riducendo al minimo i movimenti superflui del protagonista per dare spazio a parate, schivate e contrattacchi decisivi.
La tecnica simbolo della serie, l'Issen, è stata riproposta: sferrando un attacco nell'istante preciso in cui si sta per ricevere un colpo, Musashi può giustiziare l'avversario con un solo fendente, aprendo la strada a esecuzioni concatenate che trasformano gli scontri in vere e proprie coreografie. L'esplorazione e i combattimenti contro i nemici comuni, seppur divertenti, non sempre offrono un grado di sfida elevato.
Tuttavia, è negli scontri contro i boss che il sistema dà il meglio di sé: creature come Rasho-gan, un Genma multi-armato che utilizza fili spirituali, richiedono strategia e offrono sfide impegnative e visivamente spettacolari.
Esplorazione e progressione tra le strade di Kyoto
La porzione di gioco testata ha preso il via subito dopo lo scontro iniziale, proiettando il giocatore direttamente tra le strade di una Kyoto corrotta e trasformata in un incubo. La città, seppur non immensa nelle dimensioni, funge da hub centrale da cui si dipanano diverse missioni principali. L'esplorazione gioca un ruolo più importante rispetto a quanto mostrato in precedenza, incoraggiando a cercare percorsi secondari, risolvere piccoli rompicapi e aiutare i cittadini in pericolo.
Il completamento delle missioni non solo fa avanzare la storia, ma permette di sbloccare nuove abilità e armi. Tra queste, ho potuto testare l'arco, utile sia in combattimento che per attivare interruttori ambientali, e alcune lame speciali che sfruttano l'energia delle Anime Oni. L'albero delle abilità, seppur toccato solo superficialmente, offre già varianti attive che possono cambiare l'approccio al combattimento, come la capacità di respingere i colpi nemici.
Un ritorno atteso che convince
Dopo oltre due decenni dal debutto della serie, Onimusha: Way of the Sword si presenta come un ritorno solido e ben strutturato. La formula di gioco, che unisce un combat system tecnico e brutalmente soddisfacente a un'ambientazione dark fantasy ricca di fascino, sembra aver trovato il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione.
La caratterizzazione del protagonista Musashi, interpretato con un carisma che richiama l'iconico attore Toshiro Mifune, e la cura riposta nella ricostruzione di Kyoto contribuiscono a creare un'esperienza coinvolgente. Resta da vedere come si comporterà il gioco nella sua interezza, ma le prime impressioni sono decisamente positive e confermano le aspettative per uno dei titoli più attesi dell'anno.
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