Milano, nuovo stop per il tram 27: cedimento di un cavo e principio d’incendio in via Marco Bruto, illesi i passeggeri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La dinamica dell’incidente, verificatosi intorno alle nove di mattina di mercoledì 11 marzo, vede all’origine il cedimento di un cavo della rete aerea, probabilmente dell’alta tensione, che una volta caduto sulla vettura – un Sirietto della linea 27 – ha innescato un contatto elettrico e quindi una fiammata nella parte superiore del mezzo, con conseguente sviluppo di fumo. A bordo si trovavano una ventina di persone, le quali hanno raccontato di un forte rumore, simile a una brusca frenata, e del calore avvertito prima che le porte si spalancassero consentendo la fuga. I vigili del fuoco, giunti sul posto dopo una decina di minuti, hanno messo in sicurezza l’area e spento il principio d’incendio, mentre gli agenti della polizia locale hanno bloccato il traffico per consentire le operazioni di bonifica.

Una sequenza di eventi che preoccupa l’utenza

Questo ennesimo episodio, che per fortuna non ha provocato feriti, rappresenta il quarto incidente in meno di due settimane a colpire la rete tranviaria milanese, sollevando inevitabilmente interrogativi sullo stato di manutenzione dell’infrastruttura e sulla sicurezza generale del servizio. Il precedente più grave risale allo scorso 26 febbraio, quando un tram della linea 9, un modello Tramlink di nuova generazione, deragliò in viale Vittorio Veneto, all’altezza di Porta Venezia, terminando la sua corsa contro un edificio e causando la morte di due persone, oltre al ferimento di una cinquantina di passeggeri. Le indagini su quel disastro, che hanno portato all’iscrizione del conducente nel registro degli indagati per omicidio colposo e disastro ferroviario, sono ancora in corso e si concentrano sull’analisi della scatola nera e sui tabulati del mezzo, nonché sulle condizioni di salute del tranviere.

I precedenti tra deragliamenti e guasti tecnici

Oltre alla tragedia di viale Vittorio Veneto, altri due incidenti hanno segnato l’inizio di marzo. La sera del 7 marzo, un tram della linea 12, un cosiddetto “Jumbo”, mentre rientrava vuoto in deposito, è deragliato nei pressi della stazione Centrale a causa di un bullone trovato sui binari, senza conseguenze per i passeggeri. Due giorni dopo, il 9 marzo, un altro deragliamento ha coinvolto un tram della linea 15 al confine con Rozzano: in quell’occasione, il problema sarebbe riconducibile a una ruota bloccatasi, che ha causato l’uscita dai binari del mezzo dopo la fermata di via Curiel.

Le prime reazioni e i controlli in corso

Sul luogo dell’incidente di via Marco Bruto sono intervenuti prontamente i tecnici dell’Azienda Trasporti Milanesi, che hanno provveduto a rimuovere il convoglio danneggiato per riportarlo in deposito e sottoporlo a verifiche più approfondite. La zona, situata nella periferia est della città in direzione dell’aeroporto di Linate, è rimasta bloccata per alcune ore, causando inevitabili ripercussioni sulla circolazione stradale e sulle altre linee di superficie. I passeggeri, seppure illesi, hanno vissuto attimi di apprensione, testimoniando un clima di crescente nervosismo tra chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici.

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