Torino, il test col Cittadella si chiude tra fischi e prestazioni opache: le pagelle granata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ultima sgambata stagionale prima dell’esordio ufficiale, per il Torino di Mister Abate, si trasforma in un pomeriggio amaro e denso di interrogativi. Il ritiro di Pinzolo, che fino a quel momento aveva offerto spunti incoraggianti e un clima di lavoro positivo, si è concluso con un punteggio che non ammette repliche e con un’ondata di malumore proveniente dagli spalti. I fischi e qualche "sveglia" urlato dai tifosi presenti, delusi e preoccupati per l’1-0 inflitto dal Cittadella, squadra che milita in Serie C, hanno gelato l’ambiente a pochi giorni dall’inizio della stagione.

La differenza di categoria tra le due compagini, sulla carta abissale, è parsa un dettaglio irrilevante per gran parte della gara: i veneti hanno retto il confronto fisico e tecnico, costruendo azioni pericolose e capitalizzando al meglio l’unica occasione dal dischetto che è valsa il definitivo vantaggio.

L’analisi della gara: equilibrio e poca incisività sottoporta

Per novanta minuti, le due squadre si sono sostanzialmente equivalse in termini di occasioni create e possesso palla, un dato che di per sé rappresenta un campanello d’allarme per i granata. Non si è vista quella superiorità tecnica che dovrebbe essere naturale quando si incrociano due realtà così distanti nel panorama calcistico italiano. Il Torino ha faticato a trovare varchi in una difesa ben disposta e ordinata, mentre il Cittadella, con grinta e determinazione, ha saputo rendersi pericoloso in più di un’occasione, sfruttando anche qualche ingenuità della retroguardia avversaria.

L’episodio che ha deciso l’incontro è arrivato nella ripresa, quando un fallo in area ha concesso a Bunino la trasformazione del calcio di rigore che ha fissato il risultato sullo 0-1. Per il resto, le trame di gioco dei padroni di casa sono apparse spesso spezzettate e poco fluide, con gli attaccanti isolati e privi del supporto necessario per impensierire il portiere avversario.

Le pagelle: da Paleari a Coco, i singoli sotto la lente

Nel valutare le prestazioni dei singoli, emerge un quadro piuttosto eterogeneo ma con alcuni spunti positivi che meritano di essere sottolineati. Il giudizio su Mascardi, che ha lasciato il campo all’inizio del secondo tempo, è di sufficienza: il portiere titolare ha dimostrato sicurezza nei passaggi, mostrando una buona tecnica di base con i piedi e gestendo con precisione la circolazione palla nella fase di costruzione dal basso, senza però essere mai chiamato a interventi prodigiosi in tuffo.

Il suo sostituto, Paleari, entrato al minuto 46, è stato invece autore di una prestazione di livello superiore, guadagnandosi un 6.5 pieno. Il numero uno granata si è reso protagonista di due parate decisive, con un intervento particolarmente pregevole al novantesimo minuto sul colpo di testa ravvicinato di Redolfi, che avrebbe potuto raddoppiare il vantaggio. Paleari ha dovuto infine arrendersi solo al penalty realizzato da Bunino, sul quale nulla poteva.

Per quanto riguarda il reparto difensivo, Coco ha offerto una prestazione sostanzialmente solida e senza sbavature: il difensore centrale non ha accusato particolari difficoltà nel contenere gli attaccanti avversari, facendo valere la propria esperienza in situazioni di uno contro uno e dimostrando una buona lettura delle traiettorie. Tuttavia, la sua prova non è bastata a innalzare il livello complessivo di una squadra che ha mostrato "poche idee" e una sterile incapacità di finalizzare le azioni.

Il resto della rosa, tra cui le varie sostituzioni che hanno coinvolto elementi come Dellavalle, Aboukhlal e Gineitis, non è riuscito a invertire la tendenza, alimentando la contestazione finale da parte del pubblico presente sugli spalti di Pinzolo.

Il mercato e lo scenario post-ritiro

Nel frattempo, mentre il gruppo lascia la Val Rendena con l’amarezza per il passo falso, la dirigenza continua a lavorare sul fronte del mercato. La notizia della cessione di Stronati alla Pergolettese rappresenta una delle ultime operazioni in uscita, a dimostrazione che la rosa è ancora in fase di assestamento in vista degli impegni ufficiali. La sconfitta contro il Cittadella, sebbene in un contesto amichevole, riaccende i riflettori su alcune criticità tattiche e sulla necessità di ritrovare quella fluidità di manovra che è mancata nell’ultimo test.

Il tecnico Abate, che aveva parlato di buone sensazioni durante il ritiro, dovrà ora lavorare per cancellare l’immagine lasciata da questa battuta d’arresto e trasformare la frustrazione in carburante per il prosieguo della preparazione. La sfida con i veneti ha evidenziato come il reparto offensivo, con Kulenovic sostituito da Simeone nella ripresa e le incursioni di Oristanio e Adams, debba ancora trovare la giusta intesa per essere realmente incisivo.

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