Meteo, la tempesta Pedro flagella l’Italia con neve e vento prima dell’arrivo dell’anticiclone
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Redazione Interno
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Un’intensa perturbazione atlantica, ribattezzata tempesta Pedro, sta attraversando la Penisola in queste ore, portando con sé un corredo di piogge diffuse, forti raffiche di vento e, soprattutto, abbondanti nevicate che hanno imbiancato l’arco alpino a quote relativamente basse. Questo peggioramento, che rappresenta l’ennesima fase instabile di un mese di febbraio particolarmente dinamico, sta scaricando i suoi effetti dapprima al Centro-Nord per poi estendersi, nella giornata di venerdì 20 febbraio, anche verso le regioni meridionali. La particolarità di quest’ultimo assalto invernale, come rilevano i principali centri di monitoraggio, risiede nell’intensità dei fenomeni, con accumuli nevosi che sulle Alpi, in particolare sui settori centrale e orientale, potrebbero raggiungere i 40-50 centimetri in sole ventiquattr’ore al di sopra dei mille metri; e non solo, visto che localmente, in alcune vallate, i fiocchi potrebbero spingersi fin quasi a fondovalle, regalando scenari tipicamente invernali ma al contempo complicando non poco la viabilità.
Allerta meteo e residua instabilità, il preludio a un cambiamento radicale
La giornata di sabato 21 febbraio si apre all’insegna di una residua instabilità, con il servizio PRETEMP che aveva segnalato la possibilità di isolati temporali su alcune zone del territorio, un ultimo sussulto prima di un netto e deciso miglioramento. Le correnti atlantiche, infatti, dopo aver riversato ingenti quantità di precipitazioni sul bacino del Mediterraneo, stanno progressivamente modificando la loro traiettoria: un imponente macigno anticiclonico, di chiara matrice subtropicale, si sta consolidando sull’Europa sud-occidentale e tenderà a espandersi nei prossimi giorni, costringendo le perturbazioni a deviare il loro corso molto più a nord, verso la Gran Bretagna e la Scandinavia. Questo scenario, fotografato chiaramente dalle ultime immagini satellitari, mette in luce come l’Italia, per un certo numero di giorni, verrà di fatto “snobbata” dalle correnti umide e instabili, ritrovandosi al riparo di questo poderoso scudo pressorio.
Crollo delle temperature o fiammata primaverile? Il paradosso termico in arrivo
Proprio mentre si parla di una svolta invernale, con il rischio di nevicate a bassa quota che aveva tenuto in apprensione gli automobilisti e gli appassionati, la situazione meteo sta per compiere un ulteriore, e per certi versi sorprendente, capovolgimento. L’alta pressione in arrivo, infatti, non porterà con sé soltanto cieli sereni e stabilità atmosferica, ma anche un deciso e generalizzato rialzo delle temperature. Questo significa che, dopo il passaggio della tempesta Pedro e il conseguente calo termico associato alle precipitazioni, ci troveremo di fronte a un repentino aumento della colonnina di mercurio, con valori che potrebbero raggiungere picchi ben al di sopra delle medie stagionali, specialmente al Centro-Sud. Si passerà, insomma, dal potenziale per fiocchi a quote quasi pianeggianti a un assaggio di primavera anticipata, con temperature massime che, in alcune aree come Toscana, Lazio e Sardegna, potrebbero toccare punte di 17-20 gradi, regalando un weekend all’insegna di un sole quasi estivo, seppur nel cuore di febbraio.
Il rischio valanghe, il rovescio della medaglia delle abbondanti nevicate
Se da un lato l’alta pressione garantirà condizioni meteo favorevoli per chi rimarrà in città o per chi vorrà godersi una passeggiata al sole, dall’altro lato il rialzo termico previsto per l’inizio della prossima settimana rappresenta un serio fattore di rischio per l’ambiente montano. Le copiose nevicate depositate dalla tempesta Pedro, infatti, hanno creato un manto fresco e instabile, specialmente sui settori alpini centro-orientali e, in misura minore, sull’Appennino. Il brusco innalzamento delle temperature, che in alta quota si tradurrà in un rapido riscaldamento del manto nevoso, potrebbe innescare numerosi distacchi e favorire il verificarsi di valanghe di slittamento o a lastroni. Un pericolo concreto, questo, che impone la massima prudenza a escursionisti e sciatori, invitati a consultare con attenzione i bollettini valanghe emessi dalle autorità competenti prima di avventurarsi fuori dalle piste battute e di abbandonare i percorsi sicuri.




