Massa, il duomo si prepara ai funerali di Giacomo Bongiorni. L’autopsia: “Emorragia gravissima”
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Redazione Interno
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È il giorno dell’ultimo saluto, quello che nessuno avrebbe voluto scrivere, per Giacomo Bongiorni. Il 47enne, la cui esistenza è stata spezzata da un pestaggio che definire brutale appare persino riduttivo, verrà ricordato questo pomeriggio alle 15 nel Duomo di Massa. La cerimonia, a cui si prevede parteciperanno diverse migliaia di persone vista la massiccia affluenza registrata durante la fiaccolata di qualche sera fa, si svolgerà sotto la cappa del lutto cittadino proclamato dal primo cittadino. La famiglia, per la quale il dolore si amplifica alla luce della dinamica dell’aggressione avvenuta sotto gli occhi di un bambino di appena undici anni, ha chiesto espressamente il riserbo totale sui media locali e nazionali, chiedendo che le esequie non vengano riprese da telecamere per preservare l’intimità del cordoglio.
L’autopsia e la conferma della violenza
Mentre la città si stringe attorno ai parenti della vittima, il quadro clinico emerso dal tavolo autoptico non fa che restituire l’immagine di una furia inaudita. Il medico legale Francesco Ventura, direttore dell’istituto di medicina legale di Genova, ha depositato le prime risultanze, sebbene si sia preso trenta giorni per la perizia definitiva. Da quanto si apprende, Bongiorni ha riportato una vastissima emorragia cranica, una lesione incompatibile con la vita che lascia pochi dubbi sul fatto che la morte sia stata causata direttamente dai colpi subiti – pugni e calci – e non da un eventuale trauma secondario come la caduta al suolo. Lo stesso esame ha evidenziato uno spostamento della mandibola, segno inequivocabile della potenza impressa nei colpi andati a segno.
Il quadro indiziario e le misure cautelari
A livello giudiziario, la posizione dei presunti aggressori si va delineando con sempre maggiore rigidità. Restano in carcere i tre fermati, di cui uno è un minorenne la cui posizione è stata recentemente congelata dal Tribunale per i Minorenni di Genova, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare. Il Gip, nel motivare la decisione, ha parlato di un’aggressione condotta con “violenza inaudita e senza pietà”, rimarcando un dettaglio agghiacciante: gli aggressori avrebbero proseguito la loro azione omicida apparentemente incuranti delle urla disperate del figlio della vittima, che assisteva impotente. Oltre ai tre fermati, risultano iscritti nel registro degli indagati anche altri due giovanissimi, tutti accusati a vario titolo di concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.
La dinamica e le immagini della discordia
La ricostruzione degli inquirenti, affidata ai carabinieri e coordinata dalle procure di Massa e Genova, si gioca su un doppio binario fatto di testimonianze e immagini. La versione fornita dai difensori dei giovani, secondo cui ci sarebbe stata una colluttazione reciproca o una testata partita dalla vittima, si scontra con le prime indiscrezioni fornite dalle immagini di videosorveglianza. I filmati, sebbene in parte oscurati dalla presenza di un albero in piazza Felice Palma, mostrerebbero un accerchiamento e una serie di colpi sferrati anche quando l’uomo era già a terra e inerme. Il cognato della vittima, presente quella notte e rimasto ferito, ha riportato lesioni che confermano la ferocia dello scontro, mentre gli investigatori continuano a setacciare i fotogrammi per attribuire con certezza i singoli colpi ai singoli indagati.




