Bilancio, per uscire dall'impasse la Ue scommette su nuove risorse proprie

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In un contesto di ristrettezze finanziarie sul fronte nazionale e di nuove ambizioni sul versante comunitario, i Ventisette hanno deciso ieri di rilanciare il cantiere delle risorse proprie, ossia le entrate chiamate a finanziare il prossimo bilancio 2028-2034. La battaglia sul futuro Quadro finanziario pluriennale è entrata nel vivo, ma al termine del Consiglio europeo di giovedì 18 e venerdì 19 giugno non è stato trovato un accordo sull'entità delle risorse da mettere a disposizione dell'Unione.

Un risultato ampiamente preventivato, vista la distanza tra le posizioni dei vari Stati membri, che ha portato i leader a concentrarsi sulla necessità di individuare nuove fonti di finanziamento per superare l'impasse.

La strada indicata da Costa e von der Leyen

Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, hanno ribadito con forza la necessità di un'intesa entro la fine del 2026, per garantire che i fondi possano continuare a fluire senza interruzioni a partire dal gennaio 2028. "Abbiamo bisogno di un accordo sul futuro bilancio entro la fine di quest'anno. È l'unico modo per far sì che il denaro continui a raggiungere i nostri cittadini senza interruzioni dal 2028 in poi", ha spiegato Costa in conferenza stampa.

Von der Leyen, dal canto suo, ha insistito sulla necessità di un sistema robusto e stabile di nuove risorse proprie, un passaggio considerato cruciale per permettere all'Europa di competere e rafforzare la sua capacità di agire in uno scenario globale sempre più complesso.

La complessa equazione del bilancio

La base di partenza per la discussione è stata la proposta della presidenza cipriota, che ha ridotto l'ammontare complessivo del bilancio del 2% rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Una bozza che, come prevedibile, ha raccolto critiche da molti Paesi, giudicata troppo onerosa da alcuni e non abbastanza ambiziosa da altri.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le difficoltà finanziarie di diversi governi nazionali e la pressione di partiti euroscettici, mentre l'Unione si trova a dover conciliare il finanziamento delle politiche tradizionali con nuove priorità strategiche come la difesa, la competitività e la transizione industriale. In questo contesto, la questione delle risorse proprie diventa la chiave per risolvere l'equazione finanziaria, ovvero il compromesso tra entrate e uscite del prossimo bilancio settennale.

Il fronte dei "Paesi amici della coesione"

Un elemento centrale del negoziato è la difesa delle politiche di coesione e della Politica agricola comune. Italia e Spagna, in particolare, hanno rivendicato una linea comune per evitare che le nuove priorità strategiche vengano finanziate a scapito di questi capitoli di spesa tradizionali, considerati essenziali per gli investimenti e la riduzione dei divari territoriali.

I due paesi hanno guidato un fronte che riunisce i cosiddetti "Amici della Coesione", un gruppo informale di Stati che chiedono un bilancio più ambizioso, ma che non intende sacrificare le politiche che hanno storicamente caratterizzato l'azione dell'Unione, come la politica di coesione e la Pac.

La prossima tappa: la presidenza irlandese

Il Consiglio europeo ha quindi fissato una tabella di marcia, affidando alla prossima presidenza di turno, che sarà detenuta dall'Irlanda a partire dal primo luglio, il compito di presentare un nuovo piano finanziario entro il mese di ottobre. L'obiettivo è arrivare a un accordo complessivo entro dicembre, una scadenza considerata imperativa per consentire l'adozione degli atti legislativi nel 2027.

Le proposte sul tavolo per le nuove risorse proprie sono numerose e spaziano da una tassa sul gioco d'azzardo online a un contributo finanziario da parte delle grandi aziende, passando per una risorsa basata sui rifiuti elettronici non raccolti (E-waste). I leader hanno dato mandato alla futura presidenza irlandese di elaborare un pacchetto di proposte che sia "ambizioso ed equilibrato", un incarico che si preannuncia tra i più delicati dei prossimi mesi.

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