Gestazione per altri, reato universale in Italia
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Redazione Interno
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La recente approvazione del reato universale per la gestazione per altri (GPA) in Italia ha suscitato un acceso dibattito. La legge, fortemente voluta dalla maggioranza di governo, vieta la pratica della maternità surrogata anche se effettuata all'estero, rendendo punibile qualsiasi cittadino italiano che vi ricorra, indipendentemente dalla legalità della pratica nel paese in cui viene eseguita. Questo provvedimento, definito dalle opposizioni come reazionario e iper-conservatore, ha sollevato numerose questioni etiche e legali.
Luciana Littizzetto, durante il programma 'Che tempo che fa', ha commentato ironicamente la nuova legge, sottolineando come la gestazione per altri fosse già vietata in Italia, ma che ora non sarà più possibile nemmeno all'estero. Littizzetto ha evidenziato la contraddizione insita nel fatto che, mentre altri reati tolgono vite, questo ne aggiunge, ponendo l'accento sulla complessità morale della questione.
La Società Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.) ha espresso la necessità di un approccio etico e responsabile alla riproduzione assistita, centrato sulla tutela della dignità della donna, della coppia e del nascituro. La S.I.d.R. ha sempre promosso un dibattito approfondito e bilanciato su temi così delicati, ribadendo l'importanza di non utilizzare le donne come "forni" e di semplificare le procedure di adozione.
Nel frattempo, l'Associazione Famiglie Arcobaleno ha annunciato una serie di manifestazioni in diverse città italiane dal 24 al 27 ottobre, per protestare contro quella che definiscono una criminalizzazione ingiusta e discriminatoria della gestazione per altri.




