Gestazione per altri diventa reato universale in Italia
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Redazione Interno
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Il Senato italiano ha approvato ieri, con 84 voti favorevoli e 58 contrari, una legge che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale, perseguibile anche se praticata all'estero da cittadini italiani. Questa decisione, che ha suscitato ampie discussioni, equipara la GPA a crimini come il genocidio e i crimini contro l'umanità, gli unici reati che possono essere perseguiti secondo la giurisdizione del diritto universale, indipendentemente dal luogo in cui sono stati commessi.
Vladimir Luxuria, in un'intervista all'Adnkronos, ha dichiarato che questa legge è uno strumento per impedire alle coppie gay di avere figli, sottolineando che non si tratta di una misura per proteggere le donne, ma di un attacco diretto alla comunità LGBTQ+. Luxuria ha evidenziato come, secondo il governo attuale, gay e lesbiche non siano considerati degni di essere genitori, tanto che è proibita anche l'adozione per le coppie omosessuali.
La legge, nota come ddl Varchi, è stata presentata come una misura per colpire tutte le coppie che si recano all'estero per la GPA, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Tuttavia, Luxuria ha sottolineato che una coppia eterosessuale potrebbe facilmente fingere di essersi recata all'estero per partorire, eludendo così la legge. Questo, secondo Luxuria, dimostra l'ipocrisia e la disonestà del provvedimento, che colpisce in modo particolare le famiglie arcobaleno.
La gestazione per altri, già vietata in Italia, è legale in molti Paesi, anche in Europa. La nuova legge, quindi, non solo criminalizza ulteriormente una pratica già proibita, ma introduce anche il rischio di pene detentive per chi decide di ricorrere alla GPA all'estero.




