Bugetti indagata per corruzione, il Pd serra i ranghi mentre Prato trema

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sindaca di Prato, Ilaria Bugetti, è finita nel mirino della Procura di Firenze, che ha chiesto per lei gli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. L’inchiesta, nata da un filone della Direzione distrettuale antimafia sui legami tra imprenditoria e criminalità cinese, ipotizza uno scambio di favori con l’industriale tessile Riccardo Matteini Bresci, per il quale è stato richiesto il carcere. Le perquisizioni all’alba in municipio e i sequestri di documenti hanno squarciato il velo su un caso che rischia di travolgere non solo la giunta, ma l’intero equilibrio politico toscano.

Nel Pd, dopo le dichiarazioni ufficiali di sostegno, serpeggia un malcelato disorientamento. I vertici del partito, pur difendendo a spada tratta la sindaca – eletta un anno fa al primo turno dopo una lunga carriera in consiglio regionale – scontano il contraccolpo di un’indagine che mina la credibilità di un sistema già sotto pressione. Gli schleiniani, in attesa del pronunciamento del gip, evitano di esporsi, mentre tra i riformisti qualcuno ammette, a denti stretti, il “duro colpo” inferto all’immagine del partito.

Il centrodestra, dal canto suo, chiede chiarezza, insistendo perché l’attività amministrativa non subisca rallentamenti. Ma è difficile ignorare le implicazioni politiche di un’inchiesta che lega la prima cittadina a un imprenditore del settore tessile, settore cruciale per l’economia pratese. Matteini Bresci, titolare della “Colle” di Cantagallo, è accusato di aver beneficiato di presunti favori, mentre la Bugetti – secondo gli inquirenti – avrebbe agito in violazione dei doveri d’ufficio.

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