Umbertide, il piano di strage ispirato a Columbine: fermato 17enne seguace dei lupi mannari
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Redazione Interno
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Aveva trasformato la sua cameretta in un laboratorio ideologico, se così si può definire, dove il culto della violenza si mescolava a manuali per costruire esplosivi e a un conto alla rovescia che doveva scadere il giorno in cui, finalmente, avrebbe messo in atto il suo “sogno”. Un sogno raccapricciante, quello del diciassettenne originario di Pescara ma domiciliato a Umbertide, in provincia di Perugia, che nelle scorse ore è stato bloccato dai carabinieri del Ros prima che potesse trasformare la sua scuola in un campo di battaglia. L’operazione, coordinata dalla Procura per i Minorenni dell’Aquila, ha portato all’arresto del ragazzo, ritenuto gravemente indiziato di propaganda terroristica e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, senza dimenticare la detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
L’ossessione per le armi e il manuale della “madre di Satana”
Non si trattava di semplici vaneggiamenti adolescenziali, a giudicare da quanto ricostruito dagli inquirenti. Il giovane, che godeva di ottimi voti a scuola, conduceva una doppia vita nelle maglie oscure del web. Da mesi, forse anni, collezionava e diffondeva tramite chat criptate veri e propri vademecum per la fabbricazione di congegni bellici artigianali. Tra il materiale sequestrato, che ha dell’incredibile per la sua pericolosità, spiccavano istruzioni dettagliate per la stampa 3D di armi da fuoco e, particolare che ha gelato il sangue degli investigatori, la preparazione del TATP (perossido di acetone). Questa sostanza, soprannominata la “madre di Satana” per la sua estrema instabilità, è la stessa che ha causato le stragi nelle metropolitane di Bruxelles e Parigi. Il ragazzo non si limitava alla polvere da sparo: aveva accesso a documenti su sostanze chimiche e batteriologiche, pronte per essere utilizzate in un contesto che lui stesso definiva di “sabotaggio dei servizi essenziali”.
L’ideologia neonazista e gli eroi di cristallo
A fare da collante a questo arsenale di odio, un’ideologia chiara e agghiacciante. Il ragazzo era un seguace convinto della “Werwolf Division”, un gruppo Telegram di matrice neonazista e suprematista. Non una semplice compagnia virtuale, ma una cellula che promuove la lotta per la purezza della razza ariana e che ha già attirato l’attenzione delle autorità per piani eversivi passati. Era all’interno di quel circuito, raccontano le indagini, che il 17enne aveva trovato i suoi eroi: Brenton Tarrant, il terrorista che aprì il fuoco sulle moschee di Christchurch, e Anders Breivik, il boia di Oslo e Utoya. Lui li chiamava “santi”, modelli perfetti da imitare per passare all’azione. E l’azione doveva consumarsi tra i banchi di scuola, con un copione già scritto due anni fa, quando il ragazzo aveva solo 15 anni: “Quando sarò in quinta, replicherò la Columbine”. Un piano dettagliato che prevedeva la morte di compagni e insegnanti, seguito dal proprio suicidio.
L’inchiesta e le ramificazioni sul territorio
Il pericolo, per fortuna, non è sfuggito alla rete dei carabinieri, che monitoravano il giovane da tempo classificandolo come “soggetto ad altissimo rischio”. L’operazione, scattata nelle prime ore del mattino, non si è limitata al fermo del diciassettenne. I militari hanno eseguito sette perquisizioni a tappeto in diverse regioni – Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana – colpendo altrettanti minorenni nelle province di Teramo, Pescara, Bologna e Arezzo. Questi giovani, tutti inseriti nello stesso ecosistema virtuale di odio, sono indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Un segnale, questo, che la rete di emulazione è più estesa e capillare di quanto si potesse immaginare, annidata silenziosamente nelle stanze di ragazzi che fuori dalle chat indossano la maschera della normalità.
Il ritorno alla normalità dopo l’incubo sfiorato
Mentre la macchina della giustizia si mette in moto per il diciassettenne, ora rinchiuso in un istituto penale minorile, il territorio di Umbertide tira un sospiro di sollievo. Un destino simile, per certi versi, è stato scampato anche in un altro episodio di cronaca nera che ha segnato queste settimane, seppur su scala diversa. A Bergamo, la professoressa accoltellata a scuola da un suo studente di soli 13 anni è stata finalmente dimessa dall’ospedale. La donna, che ha dichiarato di sentire la mancanza dei suoi alunni, si appresta a una lunga riabilitazione, mentre nell’abitazione del giovanissimo aggressore gli inquirenti hanno fatto una scoperta agghiacciante: una piccola quantità di esplosivo, a testimonianza di un disagio che, in un altro contesto, avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia ben più grande.
Meta Description: Umbertide, carabinieri Ros arrestano 17enne che progettava strage scolastica ispirata a Columbine. Manuali per Tatp e contatti con gruppo neonazista.
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