Il lato oscuro dell'intelligenza artificiale: una query consuma quanto una lampadina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre i delegati della COP30 discutevano a Belém sul futuro climatico del pianeta, un'altra conferenza, silenziosa e inarrestabile, proseguiva la sua corsa: quella dei grandi colossi tecnologici che investono migliaia di miliardi nell'intelligenza artificiale. L'IA, che utilizziamo ormai quotidianamente per scrivere, calcolare o progettare, spesso senza una piena consapevolezza delle sue ricadute, si rivela un'alleata ambivalente per l'ambiente. Da un lato, infatti, le sue potenzialità sono immense, poiché può ottimizzare le reti elettriche, migliorare l'efficienza dei processi industriali e contribuire a una significativa riduzione degli sprechi. Dall'altro lato, però, rappresenta una fonte di emissioni in rapida e preoccupante ascesa, a causa della domanda di energia, che cresce in modo esponenziale per alimentare i data center e i chip specializzati.

La doppia natura dell'IA

Secondo un'analisi della startup ClimateSeed, l'intelligenza artificiale possiede una natura profondamente duale. Se da una parte si configura come un prezioso strumento a supporto della transizione verde, dall'altra il suo utilizzo massiccio si traduce in un impatto ambientale sempre più consistente. Ogni singola query inviata a un modello generativo avanzato, per fare un esempio concreto, consuma una quantità di energia paragonabile a quella che una lampadina utilizza in un'intera ora di funzionamento. Questo dato, se moltiplicato per i miliardi di richieste processate ogni giorno a livello globale, delinea un quadro dei consumi che non può essere trascurato.

L'infrastruttura che sostiene il digitale

Dietro ogni risposta, immagine generata o calcolo complesso si nasconde un'infrastruttura industriale imponente e vorace. I data center, che alimentano non solo l'IA ma anche il cloud, l'Internet delle Cose e il machine learning, costituiscono la spina dorsale della competitività e dell'autonomia tecnologica contemporanea. Essi, tuttavia, consumano enormi quantità di energia e risorse idriche per il loro raffreddamento, ponendo una sfida cruciale in termini di sostenibilità. Uno studio della Cornell University ha recentemente messo in guardia sui costi ambientali, stimando che, se la crescita proseguirà ai ritmi attuali, le emissioni del settore potrebbero presto equivalgere a quelle prodotte da dieci milioni di automobili.

La partita energetica globale

La corsa all'intelligenza artificiale, con i suoi investimenti faraonici, sta impattando sui consumi energetici mondiali con una velocità che rende lenti e faticosi persino i negoziati multilaterali sul clima. Alcuni analisti arrivano a definire "irrilevanti" i summit Onu di fronte a questa ondata tecnologica. La domanda è quindi se l'IA, con le sue brillanti soluzioni, riuscirà a salvare l'ambiente o se, al contrario, la sua fame insaziabile di elettricità e acqua ci condannerà a un ulteriore, drammatico, aumento di anidride carbonica in atmosfera.

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