Caso Roggero, la difesa chiede il rinvio della pena. L’Anm denuncia minacce e insulti ai magistrati
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Redazione Interno
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La vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, continua a tenere banco tra sviluppi legali e accese polemiche politiche. Mentre la difesa del 72enne tenta tutte le strade per ottenere uno sconto della pena, l'Associazione nazionale magistrati ha lanciato un allarme sulle minacce e gli insulti che sarebbero piovuti sui giudici che hanno trattato il caso, in un clima che rischia di minare le fondamenta dello Stato di diritto.
La nuova istanza di differimento della pena
I legali di Mario Roggero non hanno certo deposto le armi dopo la conferma della sentenza da parte della Corte di Cassazione, avvenuta lo scorso 15 luglio. Anzi, hanno immediatamente attivato un ulteriore tentativo per evitare che il gioielliere rimanga dietro le sbarre. Dopo l'arresto e il trasferimento nel carcere milanese di Bollate, la difesa ha presentato un'istanza di differimento della pena al Tribunale di sorveglianza di Milano, nella speranza di ottenere la scarcerazione in attesa che la domanda di grazia, già inoltrata al Quirinale dalla moglie Mariangela Sandrone, venga definita.
La mossa, tuttavia, ha incontrato un primo ostacolo di natura burocratica. L'Ufficio di sorveglianza milanese ha infatti restituito gli atti ai colleghi di Torino, ritenendo di non essere competente. La richiesta era stata presentata quando Roggero si trovava ancora in stato di libertà, e per questo motivo la competenza resterebbe in capo al capoluogo piemontese. Un rimpallo che lascia spazio a un nuovo tentativo: la difesa potrebbe riproporre l'istanza direttamente alla Sorveglianza di Milano, dato che ora Roggero è ufficialmente detenuto nel carcere di Bollate.
"Attaccati per aver applicato la legge": l'allarme dell'Anm
Parallelamente al fronte strettamente giudiziario, è esploso il caso delle intimidazioni rivolte ai magistrati. La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati ha denunciato con forza un clima di odio e delegittimazione, affermando che dopo la sentenza sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio nei confronti dei giudici. L'accusa, contenuta in una nota ufficiale, è che le toghe vengano attaccate per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato in materia di omicidio e legittima difesa.
L'Anm ha espresso piena solidarietà ai colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come a quelli della Corte di Cassazione che le hanno confermate. Ma ha voluto rivolgere un monito anche alla politica, sottolineando come sarebbe necessaria maggiore responsabilità e cura nell'utilizzo delle parole da parte di chi ricopre incarichi istituzionali. "La critica è legittima – si legge nella nota – ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione".
Un clima di pesante delegittimazione che, secondo l'associazione, era già stato denunciato in un recente report della Commissione europea.
La riapertura della gioielleria e il dolore della famiglia
In un contesto tanto teso, la famiglia Roggero ha scelto di riaprire la gioielleria di Grinzane Cavour, l'attività che è stata al centro della tragica rapina dell'aprile 2021. La gestione del negozio, in località Gallo, è stata affidata alla moglie Mariangela e a una delle quattro figlie. All'esterno, un cartello firmato dalla famiglia ha anticipato le mosse dei cronisti, comunicando che non sarebbero state rilasciate dichiarazioni, con un secco "ringraziamo per la comprensione e per il rispetto del nostro dolore".
La moglie del gioielliere, in un'intervista rilasciata all'Ansa, ha raccontato di averlo incontrato in carcere e ha definito la situazione come un "bruttissimo sogno", esprimendo la speranza che il marito possa presto tornare a casa. Un dolore che si mescola alla paura per la propria incolumità, in un clima che la stessa famiglia ha definito "a rischio".
Lo scontro politico sulla legittima difesa
Il caso Roggero ha inevitabilmente innescato un acceso dibattito politico, con la maggioranza e l'opposizione su posizioni diametralmente opposte. Da un lato, il vicepremier Matteo Salvini è tornato a visitare Roggero in carcere e ha caldeggiato pene alternative e una riflessione sulla proporzionalità delle pene, sostenendo che "ci sono tantissimi italiani, al di là della politica, che lo capiscono". La Lega ha già lanciato una raccolta firme che ha superato le 120.000 adesioni e spinge per una riforma che impedisca ai rapinatori di ottenere risarcimenti dalle loro vittime.
Dall'altra parte, le opposizioni hanno invece duramente criticato queste posizioni. La deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani ha chiesto un'informativa urgente in Aula, definendo l'azione del ministro Nordio sulla grazia come un "attacco evidente alle prerogative del Presidente della Repubblica". Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha poi puntualizzato che nel caso di Roggero non si tratta di legittima difesa, bensì di una "rappresaglia, una vendetta al di fuori di qualsiasi contesto".
L'attenzione resta alta anche per l'intervento del patron di X, Elon Musk, che ha definito la condanna "pazzesca", aggiungendo ulteriore polvere al rovente dibattito pubblico.




