Crosetto alla BBC: «Limitare i satelliti a Kiev è un grave errore, Putin vede la debolezza e continua la guerra»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Limitare l'accesso dell'Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence di cui Kiev si serve per difendersi dagli attacchi russi sarebbe «un errore completo, un grave errore». Guido Crosetto sceglie la sede della BBC, nella sua intervista nella sede del ministero della Difesa a Roma, per rivolgere un avvertimento diretto all'amministrazione di Donald Trump: una mossa del genere «non ha assolutamente senso» e rischia di allungare l'invasione su vasta scala della Russia invece di avvicinare la pace.

Il ragionamento del ministro: la debolezza alimenta l'aggressione

Il titolare della Difesa articola la sua posizione con una catena logica serrata. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che ci sia una situazione di stallo, che non possa avanzare ulteriormente», spiega Crosetto. Aggiunge poi il passaggio decisivo: «Se vede delle debolezze da parte ucraina, e se gli Stati Uniti privano l'Ucraina delle risorse, questo crea debolezza, allora crederà di poter vincere. Quindi continuerà la guerra». La conclusione del ministro è netta: «Penso che sia completamente sbagliato».

Il ragionamento si fonda su una lettura del conflitto in cui la deterrenza non è un'opzione tra le altre, ma la condizione stessa perché il Cremlino accetti un tavolo negoziale.

Il contesto delle restrizioni americane

Le dichiarazioni di Crosetto arrivano mentre a Washington si discute di una stretta sui sistemi che Kiev utilizza sul campo. Nelle settimane precedenti erano emerse limitazioni nella condivisione di dati di intelligence e una riduzione della velocità di connessione per i terminali satellitari impiegati dalle forze ucraine, circostanze che avevano alimentato interrogativi sulle intenzioni della Casa Bianca.

L'amministrazione Trump ha negato di aver ordinato un blocco completo, ma il tema è diventato oggetto di un confronto politico acceso, con Kiev che ha chiesto chiarimenti ai partner americani. È su questo sfondo che si inserisce la presa di posizione del ministro italiano, che non si limita a una critica tecnica ma investe la strategia complessiva dell'alleanza occidentale.

Il sostegno italiano e i limiti parlamentari

Crosetto ribadisce l'impegno dell'Italia nel sostenere Kiev militarmente «finché questo governo sarà in carica», ma contestualmente riconosce una difficoltà crescente sul fronte interno. Ottenere l'approvazione del Parlamento per ulteriori consegne di armamenti sarà «più difficile» con l'avvicinarsi delle elezioni, ammette il ministro, delineando una prospettiva in cui la continuità dell'aiuto italiano dovrà fare i conti con i tempi della politica nazionale.

Il passaggio è significativo perché arriva da un esponente di primo piano della maggioranza, chiamato a bilanciare la linea atlantista con le sensibilità di una parte dell'elettorato.

La disinformazione e la difficoltà del messaggio

Un altro fronte affrontato nell'intervista riguarda il clima dell'opinione pubblica italiana. Crosetto attribuisce parte dello scetticismo verso gli aiuti a una campagna di disinformazione condotta da Mosca, finalizzata a «diffondere narrazioni volte a indebolire il clima politico ostile alla Russia» e a colpire «determinate figure politiche».

Il ministro riconosce la fatica del messaggio: «È molto difficile spiegare a un cittadino che ha problemi al distributore di benzina che al momento non possiamo fare alcuna concessione alla Russia», osserva, sostenendo però che quella sia l'unica strada per tutelare il futuro di quello stesso cittadino. Sul piano della sicurezza interna, l'Italia non è stata bersaglio di grandi atti di sabotaggio, ricorda la BBC, e l'incendio di un deposito di armi alla periferia di Roma in agosto non è stato doloso secondo Crosetto, ma frutto di «stupidità umana».

Restano invece gli attacchi informatici, «centinaia ogni giorno», che il ministro collega alla Russia e rispetto ai quali ritiene che l'Europa abbia reagito con troppa debolezza.

La definizione morale del conflitto

Nell'intervista Crosetto non si sottrae a una caratterizzazione esplicita dell'aggressione russa, che definisce «malvagia»: «Quando uno Stato oltrepassa il confine di un altro Stato con i carri armati, quando bombarda ospedali e scuole, uccide civili e bombarda centrali elettriche, e lo fa da quattro anni, non posso che definirlo malvagio». È una formulazione che il ministro aveva già usato in altre occasioni pubbliche, ma che nella conversazione con la BBC assume il valore di una premessa morale posta a fondamento della richiesta di non indebolire Kiev.

La tesi di fondo resta quella espressa in apertura: privare l'Ucraina degli strumenti di difesa non accorcia la guerra, la prolunga.

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