Zelensky alla Bbc: “Putin ha già scatenato la terza guerra mondiale, va fermato”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A quasi quattro anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala, il conflitto in Ucraina non accenna a placarsi, anzi, le parole del presidente Volodymyr Zelensky restituiscono la dimensione globale di una crisi che, a suo giudizio, ha ormai valicato i confini regionali. In una lunga intervista rilasciata alla Bbc, il leader ucraino ha lanciato un monito chiaro e diretto all’Occidente, affermando senza mezzi termini che Vladimir Putin “ha già iniziato la terza guerra mondiale”, e l’unica strada percorribile per arginare quella che viene descritta come una minaccia esistenziale è quella di una pressione militare ed economica senza precedenti -6-8. Non si tratta, nelle sue parole, di un’esagerazione retorica, bensì della constatazione di un disegno più ampio che Mosca perseguirebbe: imporre al mondo un modello di vita alternativo, sovvertendo le scelte compiute liberamente dai popoli -6. La richiesta, proveniente da alcune capitali occidentali, di cedere porzioni di territorio in cambio di un cessate il fuoco viene pertanto respinta con forza, poiché considerata non già un negoziato, ma un vero e proprio abbandono delle comunità che risiedono in quelle aree e un indebolimento fatale della posizione ucraina -7.

Il prezzo di una tregua e il nodo della sicurezza

Il ragionamento di Zelensky, sviluppato nell’intervista al corrispondente Jeremy Bowen, parte da un presupposto concreto: l’eventuale restituzione del 20% del Donetsk ancora sotto controllo ucraino, o di altre zone delle regioni meridionali, non porterebbe a una pace duratura -1-7. Al contrario, una simile mossa verrebbe interpretata dal Cremlino come una pausa di riarmo, un intervallo utile a riorganizzare le fila per una successiva offensiva. I partner europei, rivela il presidente, stimano che un tale periodo di recupero per la macchina bellica russa potrebbe durare dai tre ai cinque anni, ma Zelensky è più pessimista e parla di due anni, chiedendosi retoricamente dove, dopo essersi riarmata, la Russia dirigerebbe la sua successiva mossa -7. La vittoria, per Kiev, non coincide necessariamente con la restaurazione immediata dei confini del 1991, obiettivo che resta comunque una questione di giustizia e di tempo, ma soprattutto con la capacità di fermare l’avanzata e la volontà espansionistica di Putin, salvaguardando il principio che la forza bruta non possa riscrivere i confini internazionalmente riconosciuti -1-6.

Parallelamente al fronte bellico, si muove quello diplomatico, sebbene con esiti ancora incerti. L’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha infatti riaperto uno spiraglio negoziale, annunciando la possibilità di un nuovo round di contatti nelle prossime settimane che potrebbe gettare le basi per un incontro diretto, magari in formato trilaterale con la partecipazione di Donald Trump, tra Zelensky e Putin -4-5. Tuttavia, il presidente ucraino fissa delle precondizioni precise che vanno oltre la semplice volontà dell’inquilino della Casa Bianca. La fiducia nei confronti dell’amministrazione statunitense, spiega, non può basarsi su un rapporto personale o sulla durata di un singolo mandato, ma necessita di garanzie di sicurezza istituzionalizzate, approvate dal Congresso, che possano sopravvivere al ricambio dei presidenti -1-7. È solo a fronte di questi impegni vincolanti, che prevedano un sostegno a lungo termine, che si potrebbe eventualmente discutere di altri temi spinosi, come lo svolgimento di elezioni in tempo di guerra, una richiesta avanzata da più parti ma resa complessa dalla presenza di milioni di profughi all’estero e di vasti territori occupati -1-7.

Il prezzo quotidiano della guerra: gli attacchi non si fermano

Mentre la comunità internazionale discute di possibili tavoli negoziali e il presidente rilascia interviste ai media globali, la macchina bellica russa continua a martellare le infrastrutture e i centri abitati dell’Ucraina. Nell’ultimo fine settimana, l’esercito del Cremlino ha condotto una nuova ondata di attacchi combinati con droni e missili, colpendo diverse regioni del paese e causando l’ennesima strage di civili -2-8. Nella regione di Odessa, alcuni droni in caduta hanno spezzato la vita a due persone, ferendone altre tre; a Zaporizhzhia, un attacco contro strutture industriali ha provocato la morte di un trentatreenne e il ferimento di un’altra persona, portando ad almeno tre il bilancio delle vittime accertate nelle ultime ore -2-8. Si tratta dell’ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, di come la popolazione ucraina paghi quotidianamente un prezzo altissimo in termini di vite umane, con le autorità locali costrette a registrare danni a edifici residenziali, scuole e infrastrutture energetiche, in un crescendo di violenza che non conosce tregua -9.

La produzione di armi e la resistenza di un popolo

Di fronte a questa situazione, Zelensky rilancia la necessità di potenziare le difese aeree, definita la “sfida più difficile”, e chiede ai partner occidentali un passo ulteriore: non solo la fornitura di sistemi, ma anche la concessione di licenze per produrre direttamente in Ucraina armi e munizioni americane, inclusi i complessi sistemi Patriot e i relativi missili -7. Un tentativo, questo, di rendersi progressivamente meno dipendenti dai tempi e dai modi delle forniture estere, costruendo una base industriale bellica autoctona in grado di sostenere lo sforzo sul campo. Ad oggi, sottolinea il presidente, non ci sarebbero stati progressi significativi in questa direzione, ma la richiesta rimane sul tavolo come elemento essenziale per garantire una resilienza di lungo periodo. L’obiettivo finale, ribadito a più riprese, rimane quello di impedire che Putin possa raggiungere i suoi scopi, costringendolo a desistere non con le concessioni, ma con la dimostrazione che la sua guerra non può essere vinta -7.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.