Crans-Montana, l'ex security manager: "Il Comune sapeva della mancanza di risorse per i controlli"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ken Jacquemoud, che ha ricoperto il ruolo di responsabile della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana dal 2017 al 2024, è stato ascoltato dagli investigatori oggi a Sion, nell'ambito delle indagini sulla strage del Constellation dove quarantuno persone persero la vita durante l'incendio divampato la notte di Capodanno. La sua deposizione, il cui tenore non si discosta da quella resa pochi giorni fa dal suo successore, punta a delineare un contesto di criticità strutturali di cui l'amministrazione sarebbe stata a conoscenza. Jacquemoud ha infatti sostenuto, durante l'interrogatorio, che "a causa dei problemi di organico" non vi erano risorse sufficienti per effettuare i necessari controlli sulla sicurezza dei locali pubblici, menzionando anche persistenti difficoltà legate al software gestionale.

La gestione delle ispezioni e il nodo informatico

Il quadro fornito dall'ex funzionario, il quale è indagato insieme al suo sostituto, si sofferma in particolare sulle anomalie che avrebbero caratterizzato il sistema delle verifiche antincendio. Jacquemoud ha ribadito che l'ente municipale era stato informato delle carenze, legate sia alla scarsità di personale sia a un intricato problema tecnologico. La gestione delle ispezioni, secondo quanto emerso, dipendeva da una piattaforma informatica chiamata "VS Fire", la cui manutenzione e aggiornamento erano divenuti fonte di gravi complicazioni. La sostituzione di questo strumento, come ha spiegato l'ex manager, avrebbe richiesto un tempo eccessivamente lungo, paralizzando di fatto la regolare attività di controllo.

Il caso surreale del gestore della piattaforma

La vicenda legata al software assume contorni singolari, come narrato in sede giudiziaria. Lo sviluppatore e gestore della piattaforma, un esperto informatico che la custodiva e la forniva a diverse forze di polizia e ai vigili del fuoco, avrebbe tentato di ricattare le autorità minacciando di diffondere dati sensibili. Questo episodio, che precede il suo ricovero in una struttura psichiatrica, contribuì a creare un ulteriore stallo nel già fragile meccanismo di sicurezza, lasciando i locali pubblici, tra cui il Constellation, privi delle verifiche di legge. L’incidente, di per sé grave, si inseriva in un panorama già compromesso dalla penuria di risorse umane, come sottolineato più volte nelle deposizioni.

Le responsabilità amministrative e il percorso giudiziario

L'inchiesta prosegue nel tentativo di accertare le eventuali responsabilità, sia amministrative che penali, per le omissioni che hanno preceduto la tragedia. La linea difensiva dei due funzionari, attuale ed ex, sembra convergere nel segnalare una consapevolezza diffusa all'interno dell'ente comunale riguardo alle limitazioni operative. Le comunicazioni interne, la gestione del personale e la scelta di affidarsi a un sistema informatico così vulnerabile costituiscono ora il fulcro delle indagini degli inquirenti svizzeri, chiamati a ricostruire la catena delle decisioni e delle mancate azioni che portarono alla strage.

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