La Corte Ue boccia l’accordo Italia-Albania, governo Meloni sotto scacco

La Corte Ue boccia l’accordo Italia-Albania, governo Meloni sotto scacco
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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sentenza della Corte di Giustizia europea, che ha stroncato senza appello il protocollo tra Italia e Albania sui centri per migranti e la lista dei cosiddetti "Paesi sicuri", ha colto di sorpresa il governo, costringendolo a una reazione a caldo. Palazzo Chigi, in una nota ufficiale, ha espresso "stupore" per la decisione, accusando la Corte di invadere "spazi che non le competono" e di aver "superato il Parlamento sovrano". Un tono che tradisce l’amarezza per una sconfitta giudiziaria netta, arrivata dopo mesi in cui l’esecutivo aveva rivendicato l’accordo come un pilastro della propria politica migratoria.

Elly Schlein, leader del Pd, non ha perso l’occasione per rinfocolare lo scontro: «Hanno sperperato 800 milioni per centri inumani, soldi che potevano servire a rafforzare la sanità», ha dichiarato, aggiungendo che il governo «ha calpestato i diritti fondamentali» dei migranti. La replica delle opposizioni è stata immediata, con il Partito Democratico e altre forze politiche che hanno parlato di "figuraccia" per la premier Giorgia Meloni e i suoi ministri.

Diversa la posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha invece sottolineato come la sentenza europea confermi «l’interpretazione corretta» data dai giudici italiani, spesso bersaglio di critiche da parte dell’esecutivo. «La Corte Ue ha ribadito principi chiari, nonostante gli attacchi ricevuti», si legge nella nota dell’ANM, che sembra voler chiudere un cerchio dopo mesi di tensioni tra potere giudiziario e governo.

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