Bluepoint Games, dopo la cancellazione del progetto God of War, punta su un action in terza persona

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Lo studio Bluepoint Games, celebre per i suoi accurati remake di titoli cult come *Demon's Souls*, ha bruscamente interrotto lo sviluppo di un progetto live service legato a *God of War* all'inizio dell'anno, un evento che aveva sollevato non poche perplessità sul futuro della software house californiana, acquisita da Sony nel 2021. Quell'esperienza, sebbene conclusa negativamente, non ha però segnato una battuta d'arresto definitiva, ma anzi ha spinto il team a riorganizzarsi e a tornare verso un terreno a sé più congeniale, quello dei titoli single-player. La nuova direzione intrapresa, del resto, è emersa con chiarezza dalle recenti attività di reclutamento, le quali delineano i contorni di un'opera originale e ambiziosa.

Il cambio di rotta attraverso gli annunci di lavoro

Sul sito ufficiale dello studio, come riportato da diverse testate specializzate, sono apparse offerte di lavoro per ruoli tecnici di alto livello, tra i quali spiccano quelli di Senior Combat Designer e Senior Level Designer. La ricerca, che non lascia spazio a dubbi, è specificamente indirizzata verso professionisti con una comprovata esperienza nello sviluppo di "esperienze d'azione in terza persona con combattimento corpo a corpo", un dettaglio che segna una netta discontinuità rispetto alle precedenti velleità nel comparto dei giochi live service. Si tratta di una scelta che molti interpretano come un ritorno alle origini, o quantomeno a un genere di sicuro affidamento per la casa madre Sony.

Le reazioni del pubblico e il fantasma di Bloodborne

Questa notizia, com'è prevedibile, ha immediatamente infiammato il dibattito tra gli appassionati, riaccendendo in particolare le speranze di coloro che da anni auspicano un remake di *Bloodborne*. Lo stesso Bluepoint, del resto, con il suo lavoro di restauro su *Demon's Souls* per PlayStation 5, ha dimostrato di possedere la maestria tecnica necessaria per rivitalizzare titoli complessi e amatissimi. Se da un lato una parte del fandom vede nei remake una semplice operazione commerciale, dall'altro c'è chi ne apprezza il valore conservativo, considerandoli l'unico modo per preservare capolavori altrimenti destinati all'obsolescenza tecnologica.

Un futuro che guarda al passato prossimo dello studio

Sebbene le specifiche del progetto rimangano avvolte nel mistero, gli indizi raccolti suggeriscono uno sviluppo già a uno stadio avanzato, che richiede figure senior per affinare meccaniche di gioco fondamentali come il combattimento e la progettazione dei livelli. L'abbandono forzato del titolo live service, che pure aveva assorbito risorse e tempo, sembra aver convinto la direzione a concentrarsi su ciò che lo studio ha sempre saputo fare meglio: creare esperienze d'azione strutturate e di alta fattura, un campo nel quale la sua reputazione rimane indiscussa.

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