La Flotilla per Gaza naviga tra le ombre, mentre Israele innalza il muro di vetro
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Redazione Interno
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È notte di luna nuova e non c’è terra all’orizzonte, in quel tratto di Mediterraneo che separa Cipro dalla Striscia di Gaza. A spezzare l’oscurità della cabina di comando è soltanto la scia intermittente delle stelle cadenti, insieme alla luce meno benevola, rossa e insistente, dei droni che per ore sorvolano la flottiglia. Sugli schermi e sulle chat interne degli attivisti della Global Sumud Flotilla rimbalzano, come era prevedibile, inviti alla massima prudenza: indossare i giubbotti salvagente e tenere gli occhi aperti. Ma, al contempo, si cerca di scongiurare il panico, ricordando che quella è una delle porzioni di mare più sorvegliate al mondo, pattugliata non solo dalle marine dei paesi costieri ma anche dai velivoli senza pilota di Frontex, l’agenzia di frontiera dell’Unione europea.
L’avvertimento di Tel Aviv, perentorio, è arrivato nel pomeriggio attraverso un post sul social network X. Il ministero degli Esteri israeliano ha definito la spedizione “organizzata da Hamas” e con il chiaro intento di servire l’organizzazione, promettendo di non permettere “alle imbarcazioni di entrare in una zona di combattimento attiva” e di far rispettare quello che ha categorizzato come “un blocco navale legittimo”. La controproposta, che suona come un ultimatum, invita i partecipanti a dimostrare le loro reali intenzioni umanitarie attraccando al porto di Ashdod, dove gli aiuti verrebbero “trasferiti prontamente in maniera coordinata nella Striscia di Gaza”. Una soluzione che gli organizzatori della Flotilla hanno già escluso in partenza, considerandola una resa alla logica dell’assedio che intendono denunciare.
Mentre le imbarcazioni solcano il mare, i gesti di supporto si moltiplicano anche a terra, lontano dalla zona di tensione. A Imperia, per esempio, oggi pomeriggio è stata organizzata una catena umana presso la Casa del Popolo per caricare quattro tonnellate di generi alimentari, raccolte grazie alla generosità dei cittadini. Quei beni, che rappresentano solo una piccola parte del carico totale, sono destinati a raggiungere Genova per confluire proprio nella spedizione della Flotilla, progetto nato con il duplice obiettivo di portare aiuti e rompere simbolicamente l’isolamento della Striscia.




