Ucraina, Trump attacca Zelensky: scontro sui missili Patriot
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Redazione Esteri
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Donald Trump chiede che Volodymyr Zelensky lasci a qualcun altro il compito di negoziare per l'Ucraina, mentre il presidente ucraino accusa Washington di ritardare la consegna dei missili Patriot già finanziati dai partner europei. Lo scontro tra i due leader arriva durante una nuova fase di contatti diplomatici per cercare una soluzione alla guerra con la Russia. Il presidente americano sostiene che il capo dello Stato ucraino non stia contribuendo a raggiungere un accordo e mette in discussione il suo ruolo nelle trattative. Da Kiev arriva invece una denuncia sulle decisioni statunitensi riguardanti le forniture militari necessarie alla difesa del Paese.
Zelensky propone una pausa agli attacchi sulle raffinerie russe
Durante un collegamento con una delegazione bipartisan del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, il leader ucraino ha avanzato una proposta precisa: sospendere per 30 giorni gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe in cambio di un sostegno americano alla difesa dello spazio aereo nazionale per lo stesso periodo. La richiesta riguarda soprattutto i missili intercettori utilizzati dai sistemi antiaerei. Zelensky ha dichiarato di non aver riscontrato disponibilità da parte dell'amministrazione statunitense neppure su questa ipotesi. La proposta è stata riferita dall'agenzia Ukrinform e collega direttamente la sospensione delle operazioni contro le infrastrutture energetiche di Mosca alla possibilità di proteggere maggiormente il territorio ucraino.
Al centro delle accuse figura il programma PURL, attraverso il quale gli alleati europei finanziano l'acquisto di armamenti americani destinati alle forze ucraine. Secondo il presidente, il Pentagono non avrebbe ancora autorizzato il trasferimento di alcuni intercettori già pagati. L'approvazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth è necessaria per consentire la cessione di queste armi. Il capo dello Stato ha definito difficili da spiegare le ultime scelte della Casa Bianca, attribuendo il mancato invio degli equipaggiamenti a una decisione politica. Le tensioni riguardano anche la condivisione delle informazioni sui lanci missilistici russi e le limitazioni ai servizi satellitari utilizzati dalle forze armate ucraine.
Vertice con Putin e Xi, mentre si preparano i colloqui in Norvegia
Sul piano diplomatico, Vladimir Putin ha proposto un incontro a tre con il presidente americano e quello cinese Xi Jinping per discutere del conflitto. L'ipotesi prevede che il vertice possa svolgersi a margine dell'appuntamento Apec in programma a Shenzhen il 18 e 19 novembre. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha tuttavia precisato che non sono state presentate proposte concrete né concordata un'agenda ufficiale. Parlando con i giornalisti, ha espresso apprezzamento per gli sforzi di mediazione statunitensi, specificando che una soluzione definitiva non sarebbe possibile senza la partecipazione di rappresentanti di Kiev disposti ad assumersi responsabilità negoziali.
Un altro confronto diplomatico coinvolge Jared Kushner e Steve Witkoff, impegnati nei contatti per il prossimo round di negoziati in Norvegia. Reuters ha riferito che il programma degli incontri è stato inizialmente definito sulla base delle indicazioni di persone informate sui preparativi. A Oslo sono previsti colloqui con la partecipazione del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e del presidente finlandese Alexander Stubb. Il presidente ucraino ha inoltre discusso con il segretario di Stato Marco Rubio delle necessità della difesa aerea e dell'accesso ai servizi satellitari. Kushner è indicato tra i partecipanti ai colloqui in collegamento da remoto.
Gli attacchi russi e la richiesta del Papa per Oleshky
Intanto nuovi bombardamenti hanno provocato vittime in diverse regioni ucraine. Un attacco russo nei pressi di Kharkiv ha causato sei morti, mentre altri tre decessi sono stati segnalati nel Luhansk. Nella regione della capitale, le autorità hanno riferito che un raid ha colpito un edificio utilizzato per attività produttive e come magazzino nella città di Obukhiv, provocando un incendio e uccidendo tre persone. Un'altra vittima è stata registrata a Zaporizhzhia. I servizi di emergenza sono intervenuti nelle aree raggiunte dagli attacchi per fronteggiare le conseguenze dei bombardamenti.
Anche Papa Leone XIV è intervenuto sul versante umanitario attraverso una telefonata al presidente ucraino dedicata alla situazione di Oleshky, città della regione di Kherson sottoposta a un grave assedio. Il Pontefice ha auspicato la collaborazione delle autorità ucraine e russe per consentire l'arrivo di generi alimentari, medicinali e assistenza sanitaria alla popolazione civile. La richiesta riguarda una tregua umanitaria che permetta anche l'evacuazione volontaria e sicura degli abitanti. Il Santo Padre aveva già affrontato la questione con il presidente russo nel corso di una precedente conversazione telefonica dal Policlinico Gemelli. La diplomazia vaticana si era inoltre attivata attraverso missioni a Mosca dell'arcivescovo Paul Richard Gallagher e del cardinale Matteo Zuppi.
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