Polemiche sulla torcia olimpica: atleti esclusi e kit in vendita online
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Redazione Sport
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La fiaccola dei Giochi invernali di Milano-Cortina, che sta attraversando l'Italia in un percorso destinato a concludersi nel febbraio del 2026 allo Stadio San Siro, è al centro di aspre polemiche che ne offuscano il valore simbolico. Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, intervenendo in Consiglio regionale, ha sollecitato una spiegazione ufficiale al presidente Fontana riguardo all'esclusione di numerose glorie sportive dalla schiera dei tedofori, una lista che conta complessivamente diecimila nominativi. Critiche analoghe, peraltro, erano già state espresse dal campione olimpico di canottaggio Gianluca Farina – vincitore di medaglie a Seul e Barcellona – il quale si è trovato tra gli illustri esclusi nonostante i suoi trionfi internazionali, evidenziando come la selezione abbia generato malumori in un settore, quello sportivo, che avrebbe dovuto essere prioritario.
Il caso dei "personaggi" e la replica dell'"Uomo Gatto"
La controversia, che ha rapidamente superato i confini della semplice discussione tecnica, si è ampliata includendo anche le modalità di selezione, con numerosi osservatori che puntano il dito contro la Fondazione Milano Cortina e il Coni per i criteri adottati. Accanto a grandi campioni olimpici e paralimpici – come Giuseppe Abbagnale, Tania Cagnotto o Filippo Ganna – sono infatti comparsi attori, cantanti e persino allenatori di calcio, una scelta che ha sollevato perplessità tra atleti del calibro del maratoneta Daniele Caimmi e della nuotatrice Ilaria Bianchi. La polemica è esplosa pubblicamente quando l'ex fondista Silvio Fauner ha tirato in ballo Gabriele Sbattella, divenuto celebre come "Uomo Gatto" per la sua partecipazione al programma televisivo Sarabanda. Sbattella, per parte sua, ha replicato con veemenza alle accuse, dichiarando di essersi candidato regolarmente insieme alla moglie e chiudendo ogni ulteriore discussione con un perentorio "basta, basta, e poi basta", mentre ribadiva la gioia provata nel portare la torcia, pur esprimendo rammarico per i colleghi dimenticati.
Lo spirito olimpico in vendita sui siti di seconda mano
Se le discussioni sui nominativi dividono l'opinione pubblica, un altro fronte di contestazione, forse ancora più spinoso, riguarda il destino del kit ufficiale consegnato a ciascun tedoforo. Quello che doveva restare un simbolo di partecipazione a un evento storico si è rapidamente trasformato, in alcuni casi, in una merce di scambio. È emerso, infatti, che alcuni dei portatori della fiaccola, subito dopo aver concluso il proprio tratto di percorso, hanno messo in vendita la tuta e gli altri articoli del corredo su popolari piattaforme di abbigliamento usato, con prezzi che in taluni casi superano i milleduecento euro. Una pratica commerciale che stride fortemente con i valori di condivisione e di celebrazione dello sport che la torcia olimpica intende rappresentare, alimentando dubbi sulla reale adesione di tutti i partecipanti allo spirito autentico della manifestazione.
Le responsabilità di un'organizzazione sotto scrutinio
L'accumularsi delle proteste, che partono dal mondo sportivo per toccare temi etici e di immagine, pone serie domande sull'intera gestione dell'evento propagandistico più importante in vista dei Giochi. L'episodio delle vendite online, in particolare, getta un'ombra sull'intera operazione, suggerendo la necessità di controlli più stringenti e di una comunicazione più trasparente verso il pubblico. La vicenda, nel suo complesso, rischia di distogliere l'attenzione dal significato universale della fiaccola, concentrandola invece su dinamiche di esclusione e su comportamenti che poco hanno a che fare con l'ideale olimpico, mentre l'organizzazione appare chiamata a dare risposte chiare per preservare l'integrità simbolica di un rito che unisce atleti e nazioni.




