Tubercolosi a Milano, esposto dopo il focolaio alla Statale

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il focolaio di tubercolosi a Milano rilevato all’Istituto di Medicina legale dell’Università Statale è arrivato all’attenzione dei carabinieri con un esposto presentato da Massimo Minerva, presidente dell’Associazione liberi specializzandi. L’oggetto indicato riguarda le «possibili criticità nella tutela della salute e della sicurezza connesse al rischio biologico presso la Scuola di specializzazione in Medicina legale dell’Università degli studi di Milano». L’iniziativa si inserisce mentre proseguono gli accertamenti sul focolaio che coinvolge medici, specializzandi e personale dell’Istituto di Medicina legale. Al centro della vicenda ci sono quindi sia i casi di tubercolosi già accertati sia le condizioni di prevenzione e sorveglianza sanitaria previste per chi opera nella struttura.

Tubercolosi alla Statale di Milano, prosegue lo screening sui contatti

ATS Milano ha accertato otto casi di tubercolosi tra medici, specializzandi e personale dell’Istituto di Medicina legale dell’Università Statale di Milano, mentre sono state indicate anche sette infezioni latenti tra medici e specializzandi. Lo screening avviato dopo il rilevamento dei casi è ancora in corso e riguarda i contatti, compresi quelli esterni all’Istituto. L’Ats della Città metropolitana di Milano ha spiegato che le attività prevedono l’effettuazione del test cutaneo Mantoux e, in caso di positività, un secondo test di conferma sul sangue. Proprio questo secondo passaggio richiede tempi maggiori per ottenere l’esito, motivo per cui il quadro complessivo potrà richiedere fino a tre settimane per essere chiarito.

La presenza del focolaio ha riportato l’attenzione anche sulle misure adottate nelle procedure che comportano un rischio biologico. AMCLI ETS ha invitato a non alimentare allarmismi, ricordando che la tubercolosi può essere diagnosticata e curata, ma ha richiamato nello stesso tempo la necessità di dispositivi di protezione e ambienti adeguati nelle attività considerate a rischio. Il tema della sicurezza assume un peso particolare nell’Istituto di Medicina legale, dove l’esposto presentato ai carabinieri punta proprio sulle possibili criticità legate alla tutela della salute. Gli accertamenti sanitari in corso e le questioni sollevate dagli specializzandi procedono così parallelamente, senza che gli elementi disponibili permettano di stabilire collegamenti ulteriori rispetto a quelli già indicati.

Sorveglianza sanitaria, il dato del questionario degli specializzandi

Un altro elemento emerso riguarda la sorveglianza sanitaria degli specializzandi di Medicina legale della Statale. Nel questionario proposto nel 2024 dal ministero dell’Università ai medici in formazione specialistica, alla domanda «È sottoposto/a regolarmente a controlli di sorveglianza sanitaria?» il 38 per cento degli specializzandi ha risposto «no». I risultati del questionario sono pubblici e consultabili sul sito dell’ateneo. Il dato non viene indicato come direttamente collegato al focolaio di tubercolosi che sta coinvolgendo l’Istituto di Medicina legale di via Mangiagalli, ma secondo l’Associazione medici specializzandi rappresenta comunque un elemento da prendere in considerazione nell’esame della vicenda.

L’esposto presentato da Massimo Minerva porta quindi l’attenzione sulle condizioni di tutela della salute e della sicurezza all’interno della Scuola di specializzazione, mentre l’attività sanitaria continua per definire l’estensione dei contatti coinvolti. Il percorso di screening prevede prima il test Mantoux e, quando necessario, l’esame di conferma sul sangue, con tempi più lunghi per la disponibilità del risultato. Nel frattempo restano agli atti gli otto casi di tubercolosi accertati indicati da ATS Milano, le sette infezioni latenti segnalate tra medici e specializzandi e il dato del questionario 2024 sulla sorveglianza sanitaria. Sono questi gli elementi che accompagnano l’esposto relativo alle possibili criticità connesse al rischio biologico nell’Istituto milanese.

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