Falcone para Asllani, il Lecce supera il Torino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In una serata dove l’esito finale è rimasto in bilico fino all’ultimo respiro aggiunto, il Lecce ha piegato il Torino per 2-1, agguantando una vittoria che, oltre ai tre punti, porta con sé il sigillo di una prova di carattere. La partita, che si è sviluppata con ritmi intensi e diversi colpi di scena, ha visto i padroni di casa partire in quarta, capaci di segnare due reti a distanza di pochissimi minuti l’una dall’altra nel primo tempo, per poi gestire, non senza affanno, l’inevitabile reazione di una squadra granata che non ha mai mollato.

La doppietta giallorossa e la reazione granata

A sbloccare l’incontro, dopo venti minuti di gioco, è stato Coulibaly, il quale, servito da un’azione ben costruita, ha trovato il varco per insaccare la palle. Prima ancora che il pubblico avesse modo di sedersi, appena un paio di minuti dopo, è toccato a Banda raddoppiare, sfruttando un altro preciso assist di Berisha, autore di una prestazione di spessore che ha imbrigliato più e più volte le difese avversarie. Il Torino, sebbene colpito da questa doppia stoccata, non si è dato per vinto, riorganizzando le proprie fila e iniziando a premere con maggiore insistenza, un’operazione che, nel secondo tempo, ha portato i suoi frutti con la rete di Adams, la quale ha riaperto i giochi e accresciuto la tensione negli ultimi scampoli di gara.

L’epilogo sul dischetto e la parata decisiva

Il momento più drammatico, quello che ha tenuto tutti col fiato sospeso, si è consumato nei minuti di recupero, quando l’arbitro Mariani ha assegnato un calcio di rigore al Torino. A salire sul dischetto è stato Asllani, il quale, in una circostanza che avrebbe potuto ribaltare l’esito della partita, ha visto il suo tiro, il primo dalla lunetta in carriera, neutralizzato da un Falcone ispirato e decisivo. La parata del portiere, eseguita con freddezza e prontezza, ha di fatto sigillato il risultato, consegnando ai salentini una gioia doppia, fatta di punti e di una prova di personalità collettiva.

Le veste tecniche e i commenti a caldo

Eusebio Di Francesco, analizzando la prestazione della sua squadra, ha sottolineato come il Lecce sia stato “padrone” della partita per un’ampia fetta del primo tempo, prima che l’inserimento di un giocatore di peso come Zapata da parte dell’avversario Baroni alterasse gli equilibri in campo. Sul rigore negato ad Asllani, l’allenatore ha ammesso di aver “pregato”, lasciando trasparire il sollievo per l’epilogo. Anche il presidente Sticchi Damiani, pur definendo “bella” la prestazione, ha confessato di aver vissuto male il momento della massima punizione, tacciandolo come un episodio di giustizia sportiva affidata alle prodigiose mani del suo estremo difensore.

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