Putin e Trump si incontrano: accelerano i colloqui per la pace in Ucraina, ma i dazi colpiscono l’India

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dopo tre ore di discussioni al Cremlino tra Vladimir Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff, la prospettiva di un negoziato diretto tra i due leader si è fatta concreta. Donald Trump, che ha definito "positivi" i segnali arrivati da Mosca, punta a un faccia a faccia già la prossima settimana, con la possibile presenza di Volodymyr Zelensky, per dare una svolta al conflitto in Ucraina. L’annuncio, confermato dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, ha scatenato un’ondata di ottimismo nei mercati, con la Borsa di Mosca in rialzo del 4,5%.

L’incontro, proposto dagli Stati Uniti e accettato "in linea di principio" dalla Russia, segnerebbe un tentativo di riavvicinamento dopo anni di tensioni. Tuttavia, mentre i diplomatici lavorano ai dettagli del vertice, Trump ha alzato del 25% i dazi sulle importazioni dall’India, principale acquirente del petrolio russo con due milioni di barili al giorno. Una mossa che, sebbene non direttamente collegata ai negoziati, riflette la cautela con cui Washington gestisce gli alleati commerciali di Mosca.

Il vertice, che potrebbe tenersi in una sede neutrale, rappresenta un passo inedito dopo il fallimento delle mediazioni precedenti. Putin, che finora ha opposto un netto rifiuto a qualsiasi concessione, sembra ora disposto a dialogare, mentre Trump – che in campagna elettorale aveva promesso di chiungere la guerra "in 24 ore" – spinge per un accordo rapido. Resta da vedere se Zelensky, finora escluso dalle trattative dirette, avrà un ruolo attivo o se si limiterà a ratificare decisioni prese altrove.

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