Più Uno, Ernesto Maria Ruffini sfida Meloni sulle tasse: "Sono il prezzo per vivere insieme"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno firmato l'atto costitutivo di Più Uno, il nuovo soggetto politico di centrosinistra che verrà presentato ufficialmente sabato 10 ottobre a Roma, al Salone delle Colonne del quartiere Eur. La firma, annunciata sui social, segna il passaggio da movimento civico a partito vero e proprio, con l'obiettivo dichiarato di allargare il perimetro della coalizione progressista.

La sfida sulle tasse e il programma

Nel corso di un'intervista televisiva, l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate ha toccato il tema fiscale con una formula che suona come una replica diretta alle politiche del governo. «Sono il prezzo per vivere insieme», ha detto riferendosi alle imposte, aggiungendo che «con questo governo le tasse sono aumentate» e prendendo le distanze dall'ipotesi di una patrimoniale.

Sul fronte della politica estera, Ruffini ha chiarito la volontà di continuare a inviare armi all'Ucraina, sostenendo che l'aggressione russa non può essere rimossa dalla discussione e che difendere Kiev significa ribadire il principio per cui i confini non si cambiano con la forza.

La candidatura di Gabrielli e la collocazione politica

Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, ha annunciato la sua discesa in campo con Ruffini in un'intervista al Corriere della Sera. «Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico», ha spiegato l'ex prefetto, «ma credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese». Gabrielli ha rivendicato la propria collocazione senza ambiguità: «Non cerchiamo un'equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all'irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l'ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo». Il progetto non nasce come «una somma di sigle unite contro qualcuno», ha precisato, ma come un'alleanza costruita attorno a un'idea del Paese.

La questione delle primarie e i rapporti nel campo largo

Sul metodo di selezione della leadership, Gabrielli ha indicato una sequenza precisa: «Prima si costruiscono un programma condiviso, un perimetro politico e regole comuni. Poi eventualmente si chiede ai cittadini di scegliere chi debba assumersi la responsabilità di guidare quel progetto». Organizzare le primarie come una conta tra partiti sarebbe, a suo dire, «un suicidio».

Ruffini, dal canto suo, ha osservato che le primarie sono un patrimonio del centrosinistra ma non sono «al primo posto dei pensieri dei cittadini», ricordando che «non bisogna vincere le primarie, bisogna vincere le elezioni».

Il nodo delle firme e il simbolo elettorale

La nuova legge elettorale impone una raccolta firme considerevole per i soggetti politici che si presentano per la prima volta, una soglia che ha spinto i diversi aspiranti centristi a cercare soluzioni comuni. L'ipotesi allo studio prevede l'utilizzo del simbolo di Centro democratico, già presente in Parlamento, per ridurre il numero di sottoscrizioni necessarie. Il dialogo con Matteo Renzi e Italia Viva resta sullo sfondo, senza che al momento siano state poste preclusioni esplicite.

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