La terra trema di nuovo in Irpinia, scossa avvertita a Montefredane. Scuole chiuse per precauzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una scossa sismica, classificata come "molto leggera" ma chiaramente avvertita dalla popolazione, ha fatto tremare l'Irpinia poco dopo la mezzanotte, riaccendendo l'attenzione su un'area che solo poche settimane fa era stata interessata da un lieve sciame. L'epicentro del terremoto di magnitudo 3.0, registrato alle 00:01:23 ad una profondità di circa dieci chilometri, è stato localizzato nel comune di Montefredane, in provincia di Avellino, riportando alla memoria l'evento di fine ottobre, di entità maggiore, che aveva già provocato apprensione tra i cittadini. Proprio il primo cittadino, Ciro Aquino, ha immediatamente comunicato di essere in contatto con la Prefettura, precisando che, in queste prime ore, non risultano danni a persone o agli edifici; una notizia rassicurante, quella dei danni assenti, che non ha tuttavia evitato a molti di trascorrere un'altra notte insonne, tra il ricordo degli eventi passati e la paura di possibili repliche.

La sequenza nella notte e la decisione per le scuole

La scossa principale non è stata l'unico movimento tellurico registrato nel corso delle ore notturne. Diciassette minuti dopo, infatti, un'altra lieve scossa di magnitudo 1.3 ha avuto come epicentro il vicino comune di Prata Principato Ultra, confermando una certa attività sismica nell'area avellinese. Proprio in considerazione di questa sequenza e per consentire le verifiche di rito sugli edifici pubblici, il sindaco Aquino ha disposto la chiusura delle scuole sul territorio comunale come misura precauzionale, attivando parallelamente il Centro Operativo Comunale (Coc) per monitorare costantemente la situazione. Una decisione, quella di chiudere gli istituti, che segue un protocollo ormai consolidato in simili circostanze e che mira a garantire la massima sicurezza in attesa di un quadro definitivo.

Il contesto sismico dell'area

L'evento di questa notte si inserisce in un contesto che, pur senza allarmismi, rimane sotto osservazione. Poche settimane prima, infatti, la stessa zona era stata interessata da uno sciame sismico culminato in una scossa di magnitudo 4.0, un evento che, seppur di moderata intensità, aveva fatto rivivere alla popolazione memorie storiche ben più profonde e dolorose. Questi episodi, che si susseguono a distanza ravvicinata, riportano l'attenzione sulla sismicità diffusa dell'Appennino campano, un'area storicamente fragile dove la prevenzione e il continuo aggiornamento delle procedure di sicurezza diventano elementi imprescindibili della vita quotidiana. Le autorità, dal canto loro, ribadiscono l'importanza di mantenere la calma e di fare riferimento esclusivamente alle fonti istituzionali per ogni aggiornamento.

La gestione dell'emergenza e le verifiche in corso

Nonostante la magnitudo contenuta dell'evento, la macchina della protezione civile comunale è stata prontamente messa in moto, dimostrando come anche per fenomeni di questa portata la risposta debba essere tempestiva e coordinata. Il sindaco, stando a quanto riferito, ha mantenuto un costante collegamento non solo con la Prefettura di Avellino, ma anche con gli altri enti competenti, per valutare ogni eventuale criticità emergente. Tecniche e vigili del fuoco sono già al lavoro per eseguire i sopralluoghi negli edifici più sensibili, primo tra tutti il plesso scolastico, al fine di accertarne l'agibilità senza lasciare spazio a dubbi. Mentre le verifiche proseguono, la vita nel comune epicentro cerca di riprendere il suo corso, seppur con una rinnovata attenzione a ogni più piccolo movimento del terreno.

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