Attacco a Chernobyl danneggia la cupola di contenimento, l'Aiea lancia l'allarmeCorpo
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Redazione Esteri
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Più dell'orrore poté Chernobyl, mentre i bombardamenti sulle città ucraine con missili ipersonici proseguono nel quotidiano costante di morte, distruzione e migliaia di persone senz'acqua né luce. Un orrore che, all'alba del quarto anno di guerra, rischia di scivolare in una pericolosa assuefazione, come ha ammesso con amarezza Olena Zelenska. Si assiste, infatti, a un progressivo innalzamento della soglia di tolleranza nell'opinione pubblica di fronte a numeri che parlano di oltre un milione e mezzo di soldati morti e feriti, e più di cinquantamila vittime e feriti tra i civili, fra i quali tremila bambini. In questo contesto, un nuovo allarme arriva da uno dei simboli più cupi delle catastrofi provocate dall'uomo, la centrale nucleare di Chernobyl, dove un attacco ha compromesso una barriera fondamentale per la sicurezza globale.
Il foro nella cupola e la perdita della funzione di sicurezza
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha comunicato, in un rapporto di venerdì, che lo scudo protettivo che avvolge i resti radioattivi del reattore numero quattro non è più in grado di svolgere la sua funzione primaria di contenimento. Il deterioramento, come accertato dagli ispettori, è la conseguenza diretta di un attacco sferrato con un drone il 14 febbraio, il quale ha aperto uno squarcio di sei metri nel tetto della cupola di confinamento. Gli operai, sebbene si siano affrettati a spegnere l’incendio e a richiudere il foro, non hanno potuto evitare il danno strutturale; una riparazione tempestiva, dunque, non si è rivelata sufficiente a preservare l'integrità dell'intero sistema.
I rischi concreti dopo il danneggiamento
La violazione della struttura, progettata per sigillare le sostanze radioattive, riporta in primo piano scenari di pericolo che si credevano confinati al passato. La possibilità di una fuga di polvere radioattiva, che il sarcafago aveva il compito di trattenere, diventa ora una minaccia concreta e monitorata con apprensione dagli esperti. Se ne discute, pur con la dovuta cautela scientifica, anche la remota ma non impossibile ipotesi di una nuova reazione a catena, dato che al di sotto della cupola giacciono ancora tonnellate di materiale fissile. L'Aiea, pur senza allarmismi ingiustificati, ha sottolineato la gravità della compromissione, segnalando come un buco in quel tetto non sia un danno qualunque, bensì un evento che mina uno dei sistemi di contenimento più delicati al mondo.
Un episodio in un conflitto senza tregua
L'incidente di Chernobyl si inserisce in una guerra che continua a mietere vittime e a colpire infrastrutture civili, mentre l'attenzione internazionale è in parte distratta da altri scenari globali, incluso il nuovo corso della presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti. L'attacco al sito nucleare, oltre a rappresentare un rischio ambientale e sanitario, appare come un ulteriore, drammatico capitolo di un conflitto che non conosce limiti e che va ben oltre il fronte tradizionale, colpendo luoghi che dovrebbero essere considerati tabù per le loro implicazioni planetarie. Il rapporto dell'agenzia atomica delle Nazioni Unite serve a riaccendere i riflettori su una tragedia nella tragedia, dove la sicurezza di tutti è legata a una struttura ora vulnerabile.




