Guerra Ucraina-Russia, Mosca respinge il piano di pace sul Donbass
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Redazione Esteri
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La Russia respinge la proposta sul Donbass inserita nel piano di pace elaborato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dagli Stati Uniti, mentre la guerra Ucraina-Russia continua tra nuovi attacchi e iniziative diplomatiche. Il progetto prevede una “zona economica franca” nei territori contesi, amministrata da una parte terza, ma il Cremlino ha escluso questa possibilità. Il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito che “il Donbass è territorio della Federazione Russa” e ha definito “improbabile” che soggetti esterni possano governare una regione che Mosca considera parte del proprio territorio. Sullo sfondo proseguono i contatti diplomatici, con il capo della Cia a Mosca e nuovi colloqui tra rappresentanti russi e vaticani.
Il Cremlino boccia la proposta di Zelensky sul Donbass
Il punto centrale del confronto riguarda la soluzione avanzata per i territori contesi. Nel piano di pace attribuito a Zelensky e agli Stati Uniti viene indicata la possibilità di creare una “zona economica franca” affidata alla gestione di Paesi o soggetti terzi, una formula che Mosca ha rispedito al mittente. Peskov ha collegato direttamente il rifiuto alla posizione russa sul Donbass, sostenendo che non sarebbe realistico immaginare un’amministrazione esterna di un territorio considerato dalla Russia parte della Federazione. La presa di posizione del Cremlino interviene mentre continuano gli sforzi sul fronte diplomatico e resta aperto il confronto sulle condizioni necessarie per arrivare alla fine della guerra.
Nel quadro dei contatti diplomatici si inserisce anche l’incontro tra il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, monsignor Gallagher, e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Il messaggio emerso dal colloquio è che “il dialogo ora è più importante che mai” e che “la guerra deve finire”. Parallelamente viene segnalata la presenza a Mosca del capo della Cia, mentre Zelensky afferma di contare anche sull’aiuto diplomatico cinese. I diversi canali si sviluppano nello stesso momento in cui la proposta sul Donbass incontra il netto rifiuto russo, rendendo la questione dei territori uno dei nodi evidenziati dagli ultimi sviluppi.
Nuovi attacchi tra raffinerie russe, Tambov e navi a Odessa
Alla pressione diplomatica si affiancano nuovi episodi sul terreno. Nella notte è scoppiato un incendio nella raffineria di petrolio russa Norsi a Kstovo, nell’oblast di Nizhny Novgorod, dopo segnalazioni relative a un attacco con droni. La notizia è stata riportata, secondo quanto indicato, dal Kyiv Independent sulla base di canali Telegram locali e filmati pubblicati online. Si tratta di un nuovo attacco contro una maxi-raffineria russa Lukoil, mentre le operazioni proseguono anche in altre aree coinvolte nel conflitto. Gli episodi militari continuano così a sovrapporsi ai tentativi di mantenere aperti canali politici e diplomatici.
Le forze ucraine hanno colpito anche un centro commerciale Wildberries nella regione di Tambov, struttura finita nuovamente nel mirino dopo le accuse rivolte all’azienda, indicata come coinvolta nella produzione di armi. Il magazzino è stato bombardato durante la notte e sono stati segnalati feriti, tra i quali un ragazzo di 14 anni. Sul fronte opposto, la Russia ha attaccato navi a Odessa e Chornomorsk. La sequenza degli attacchi mostra come, mentre Mosca respinge la soluzione proposta da Kiev per il Donbass e proseguono i contatti diplomatici, le operazioni militari continuino a interessare infrastrutture, strutture commerciali e obiettivi legati alle aree portuali.
Diplomazia e guerra procedono sullo stesso piano
Gli ultimi sviluppi della guerra Ucraina-Russia mettono quindi nello stesso quadro il rifiuto politico del Cremlino, gli incontri diplomatici e una nuova serie di attacchi. La posizione russa sulla proposta di zona economica franca nel Donbass è stata formulata senza aperture: Mosca considera quel territorio parte della Federazione Russa e contesta l’ipotesi che possa essere amministrato da una parte terza. Allo stesso tempo, la presenza del capo della Cia a Mosca, il colloquio tra Gallagher e Lavrov e l’appello vaticano alla prosecuzione del dialogo indicano che i contatti non sono interrotti, nonostante la distanza sulle possibili soluzioni.
Zelensky, da parte sua, guarda anche alla Cina e dichiara di contare sul suo aiuto diplomatico, mentre sul terreno continuano gli attacchi contro obiettivi in Russia e nelle aree portuali ucraine. L’incendio alla raffineria Norsi di Kstovo, il bombardamento del magazzino Wildberries nella regione di Tambov e gli attacchi russi contro navi a Odessa e Chornomorsk compongono la nuova sequenza di eventi riportata nelle ultime notizie. Il confronto sul Donbass rimane al centro del piano di pace respinto dal Cremlino, mentre iniziative diplomatiche e operazioni militari continuano a procedere contemporaneamente.
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