Zelensky vola alla Casa Bianca: Trump accelera per la pace, ma il nodo resta il Donbass
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Redazione Esteri
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Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo terzo anno, il presidente Volodymyr Zelensky atterrerà domani a Washington per un faccia a faccia con Donald Trump, che sembra determinato a spingere verso una soluzione negoziata. L’incontro, annunciato con sorprendente tempismo, arriva dopo il vertice in Alaska tra Trump e Vladimir Putin, dove Mosca ha avanzato richieste nette: la rinuncia ucraina al Donbass, il riconoscimento del russo come unica lingua ufficiale e l’abbandono delle ambizioni nella Nato. Proposte che Kiev ha già respinto, ma che ora Trump dovrà mediare con Zelensky, chiamato a valutare concessioni impopolari pur di fermare il conflitto.
Al Cremlino, intanto, Putin ha ribadito di aver discusso con Trump “delle cause profonde della crisi”, sottolineando che la Russia preferirebbe una soluzione pacifica, nonostante le resistenze esterne. “Sappiamo che il dialogo incontrerà opposizione, ma la volontà c’è”, ha dichiarato ai suoi collaboratori, lasciando trapelare un cauto ottimismo. Trump, dal canto suo, non ha ottenuto la tregua immediata sperata, ma punta a un colpo di scena: un trilaterale con Putin e Zelensky già il 22 agosto, come confermato da fonti vicine alla Casa Bianca. Un tentativo di forzare i tempi, che però dovrà fare i conti con la ferma opposizione di Kiev a cedere territori.




