Il cane del premier Burnham non si trasferisce a Downing Street: "Non andrebbe d'accordo con Larry"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Niente trasloco al numero 10 di Downing Street per Axel, il cane del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham. Il premier ha spiegato di aver deciso di lasciarlo nel nord dell'Inghilterra per evitare una difficile convivenza con Larry, lo storico gatto di Downing Street. Una scelta raccontata con ironia, ma che conferma ancora una volta quanto gli animali siano diventati protagonisti della vita politica britannica e che Larry è il vero padrone di casa della sede del premier.

La decisione del premier e le ragioni della scelta

Andy Burnham, che ha assunto l'incarico il 20 luglio, ha rivelato la decisione in un'intervista alla BBC con Laura Kuenssberg. "Penso che Axel dovrà rimanere al Nord", ha dichiarato il premier riferendosi al suo bichon poo, un incrocio tra un bichon frisé e un barboncino, adottato circa dieci anni fa insieme alla moglie Marie-France van Heel. La motivazione, come ha spiegato, è legata alla personalità del suo cane: "Ha quell'atteggiamento da ometto arrabbiato, sai, ha un po' di barboncino in lui. Non andrebbe d'accordo con Larry, mettiamola così.

E non credo che la nazione mi ringrazierebbe se portassi Axel a disturbare il mondo di Larry". Il premier ha poi scherzato sul fatto che si tratti di "grandi decisioni" che ha già preso, chiudendo la questione con un tono leggero ma deciso. Per Burnham la decisione di lasciare il cane a Manchester ha anche un risvolto pratico: il premier ha inaugurato da poco gli uffici della "No. 10 North" nella città, dove intende lavorare almeno una volta a settimana, un gesto simbolico che richiama la promessa di aumentare il decentramento nel Paese.

Larry, il padrone di casa di Downing Street

Larry, il celebre gatto soriano giunto al numero 10 di Downing Street nel febbraio del 2011 insieme a David Cameron, è ormai un'istituzione. Adottato dal rifugio Battersea Dogs and Cats Home, ricopre ufficialmente il ruolo di "Chief Mouser to the Cabinet Office" (cacciatore di topi capo), anche se il suo sito ufficiale gli attribuisce compiti ben più ampi, come quello di accogliere gli ospiti, vigilare sulle misure di sicurezza e, anche, "verificare la qualità dei sonnellini sui mobili antichi di Downing Street".

Con i suoi 19 anni, Larry ha ormai assistito all'arrivo e alla partenza di sette primi ministri, da Cameron a Burnham, diventando una presenza familiare e amatissima per i fotografi e i giornalisti accampati davanti alla famosa porta nera. Il suo account X, seguito da oltre 900.000 fan, è gestito da un utente anonimo che spesso commenta con ironia gli eventi politici.

La rinascita del Labour nei sondaggi e l'effetto Burnham

La scelta di tenere Axel lontano da Downing Street arriva in un momento politico particolarmente favorevole per il nuovo premier. Secondo un sondaggio dell'istituto More in Common, il Labour ha superato il Reform UK di Nigel Farage nelle intenzioni di voto per la prima volta da marzo 2025. Il partito di Burnham è salito al 28%, con un aumento di quattro punti percentuali, mentre il Reform è sceso al 24%.

Il cosiddetto "Burnham bounce" sembra essere stato alimentato da una serie di annunci politici nelle prime settimane di mandato, tra cui la promessa di tagliare l'IVA sulle bollette energetiche, un tetto di 2 sterline alle tariffe degli autobus e una riduzione delle tasse per pub e locali. Luke Tryl, direttore per il Regno Unito di More in Common, ha commentato che "è passata solo una settimana da quando è entrato in carica, ma è chiaro che il momento è dalla parte del primo ministro".

Le sfide del nuovo governo e le promesse elettorali

Nonostante l'entusiasmo iniziale e il ritrovato vantaggio nei sondaggi, le sfide per il nuovo governo sono ancora molteplici. Il premier, dopo il balzo nelle intenzioni di voto, ha dichiarato di non volersi "lasciare trasportare" ma di essere comunque soddisfatto per aver "connesso con le persone".

Il contesto economico e finanziario ereditato dai suoi predecessori presenta luci e ombre, come confermano i dati macroeconomici di maggio: il tasso di disoccupazione si attesta al 4,9% su livelli contenuti e i salari sono cresciuti del 4,3% su base annua, sostenendo i consumi, con le vendite al dettaglio in aumento del 4,2% a giugno. Durante una visita a Portsmouth, il premier ha annunciato che nei prossimi giorni affronterà "grandi questioni" come la disoccupazione giovanile, l'assistenza sociale e le politiche abitative.

Il governo dovrà quindi dimostrare che il vantaggio nei sondaggi può tradursi in risultati concreti, mantenendo l'attenzione sul costo della vita che tanto ha fatto salire il consenso del partito.

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