L’Istituto di Candiolo compie 30 anni e diventa Inoc: piano da 250 milioni per ricerca e cura
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Redazione Salute
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L’Istituto di Candiolo Irccs celebra i suoi 30 anni con una nuova identità e un piano di sviluppo da 250 milioni di euro. Il centro piemontese specializzato nella ricerca e nella cura dei tumori cambia nome e diventa Inoc, Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. L’annuncio è stato dato mercoledì 24 giugno al ministero della Salute, alla presenza del ministro Orazio Schillaci. Il progetto sarà sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, nuova denominazione della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, in omaggio alla fondatrice.
Una nuova era per la ricerca oncologica
Sconfiggere i tumori con una medicina che sia sempre più di precisione e personalizzata, con cure più efficaci e accessibili nel minor tempo possibile, è da sempre questo l’obiettivo dell’IRCCS di Candiolo che quest’anno, in occasione dei suoi 30 anni, cambia nome e diventa INOC - Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. Un cambiamento che apre una nuova era nella ricerca oncologica con una nuova biobanca che sarà la più grande d’Italia.
Il piano di sviluppo decennale è stato presentato al Ministero della Salute e consolida il ruolo di polo di eccellenza nella lotta contro il cancro, riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
La biobanca più grande d’Italia al centro del progetto
Trent’anni di vita e un progetto decennale di ampliamento nel verde – una struttura in un parco di 20.000 metri quadrati e alimentato da fonti energetiche rinnovabili – che prevede una Biobanca di 3000 metri quadri, la più grande d’Italia. Il cuore scientifico del progetto sarà il nuovo Biobanco, una struttura di 3.000 metri quadrati destinato a custodire il più grande archivio vivente italiano di campioni biologici per la ricerca: tessuti, plasma, DNA, sangue, saliva e altri materiali biologici.
Un patrimonio che permetterà di accelerare lo sviluppo della medicina di precisione e delle terapie personalizzate. L'Irccs di Candiolo si racconta a Roma, al ministero della Salute, alla presenza del ministro Schillaci, raccontando la strada fatta da quando nacque come progetto quasi utopico e fu realizzato grazie alla caparbietà di Allegra Agnelli, con una raccolta fondi certosina, fatta anche di poche lire, che è riuscita a compiere il miracolo di una struttura all’avanguardia, privata ma senza scopo di lucro, interamente al servizio della Sanità pubblica.
La sfida della medicina di precisione
La sfida decisiva per INOC è sconfiggere il cancro attraverso la medicina di precisione. Come ha spiegato la direttrice scientifica Anna Sapino, la piattaforma strutturale e tecnologica di ricerca vede al suo interno la Biobanca, il Centro Organoidi, il Centro di Omiche Avanzate e il collegamento con il repository di dati clinici.
La conservazione di campioni vitali è il tassello cruciale al funzionamento del Centro Organoidi, un innovativo laboratorio che, con tecnologie avanzate, consentirà non solo di replicare mini-modelli in 3D dei singoli tumori derivati dalle cellule malate, ma anche il microambiente in cui crescono, con vasi sanguigni, cellule del sistema immunitario e fibroblasti, per ricreare in laboratorio il tumore così come è presente nell’organismo e vedere come reagiscono tutte le componenti di difesa messe in campo.
Un modello unico al servizio della sanità pubblica
Come ha ricordato il presidente di INOC, Andrea Agnelli, l’Istituto di Candiolo è un centro di ricerca e cura sul cancro, privato e senza scopo di lucro, che rappresenta un esempio fortemente virtuoso: è fondato sul principio del sostegno privato a favore dell’interesse pubblico, con attività di cura e ricerca interamente al servizio della sanità pubblica. Il piano decennale prevede, inoltre, una estensione di 35.000 metri quadrati della struttura con la realizzazione di nuovi quiròfani e la creazione di ulteriori 50 posti letto.
INOC sarà dotato di una nuova piastra tecnologica che ospiterà fino a 15 sale operatorie ad alta tecnologia e imaging diagnostico avanzato, oltre ad accogliere la 'Nuvola dei Saperi', uno spazio di incontro tra ricercatori e clinici che potranno dialogare e lavorare insieme ogni giorno.
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