Gaza divide il Lido, nasce 'Venice for Israel' in risposta a 'Venice for Palestine'

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alla vigilia dell’inaugurazione dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia, il Lido si ritrova al centro di un conflitto ideologico che trae origine dalla guerra a Gaza, riflettendo una frattura che va ben oltre i confini della laguna. In risposta alla nascita del collettivo ‘Venice for Palestine’, che ha riunito centinaia di professionisti del cinema – da Marco Bellocchio a Ken Loach, fino a Matteo Garrone e Valeria Golino – è sorto il movimento ‘Venice for Israel’, il cui obiettivo è controbilanciare le istanze propalestinesi.

Le polemiche, che hanno inevitabilmente oscurato l’attesa per i film in programma, si sono concentrate sulle presenze internazionali. Il collettivo Venice4Palestine, in una lettera aperta alla Biennale, aveva infatti chiesto con toni molto duri di ritirare l’invito alle star Gal Gadot e Gerard Butler, attori nel film di Julian Schnabel in concorso, a causa del loro sostegno pubblico e incondizionato all’esercito israeliano.

La situazione ricorda, per certi versi, le atmosfere di un altro celebre film, quello di Ron Howard sull’Apollo 13, citato in una recente analisi, sebbene il problema qui non sia tecnico ma profondamente politico e umanitario. La Mostra, che storicamente si è sempre proposta come luogo di incontro e dialogo, si trova invece a dover gestire un confronto aspro e polarizzato, dove la dimensione artistica è inevitabilmente intrecciata con le posizioni etiche dei suoi protagonisti.

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