Lavoro, Istat: nel secondo trimestre 2025 l'occupazione resta stabile, trainata dagli indipendenti
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Redazione Economia
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Il mercato del lavoro italiano, nel secondo trimestre del 2025, mostra un quadro di sostanziale stasi, come rilevato dall’Istat. Il numero complessivo degli occupati, che si attesta a 24 milioni e 169 mila unità, non ha infatti registrato variazioni significative rispetto ai tre mesi precedenti. Questa immobilità di fondo, tuttavia, nasconde dinamiche interne contrastanti che ridisegnano parzialmente la mappa dell'occupazione. A un calo dei lavoratori dipendenti, sia a tempo indeterminato (-21 mila) che a termine (-45 mila), ha fatto infatti da contrappeso una robusta crescita degli occupati indipendenti, aumentati di 74 mila unità.
Se si osserva il dato da un’angolatura diversa, ovvero quella dell’input di lavoro espresso dalle ore effettivamente lavorate nella Contabilità Nazionale, si rileva una lieve crescita congiunturale dello 0,2% e un più marcato incremento tendenziale dell’1,7% su base annua. Ciò suggerisce, nonostante la stabilità del numero di corpi, una possibile intensificazione dell’attività produttiva. Parallelamente, il rapporto trimestrale segnala un aumento dello 0,8% del numero dei disoccupati e una contestuale diminuzione del tasso d’inattività nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni.
Il quadro nazionale, peraltro, continua a essere fortemente segnato da un divario geografico che appare strutturale e lontano dall’essere sanato. Le differenze tra Nord e Sud del Paese rimangono, infatti, profonde e drammatiche. Il tasso di occupazione nel Settentrione si attesta al 69,9%, mentre al Centro raggiunge il 67,3%; al Mezzogiorno, invece, la percentuale crolla fino al 50,2%, delineando un distacco di circa venti punti percentuali che riflette una disparità di opportunità e di sviluppo economico ancora tutta da colmare.




