L'economia sarda cresce, trainata da turismo e occupazione
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Redazione Economia
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L’economia della Sardegna, secondo quanto certificato dall’aggiornamento congiunturale pubblicato dalla Banca d’Italia, ha proseguito il suo cammino di crescita nella prima metà del 2025, sebbene a un ritmo che, pur restando moderato, si è rivelato lievemente più vivace di quello nazionale. L’indicatore trimestrale ITER, infatti, segna un incremento del prodotto interno lordo pari allo 0,7% rispetto ai primi sei mesi del 2024, un dato che, se da un lato supera la media italiana, dall’altro rimane al di sotto delle performance complessive registrate nell’area del Mezzogiorno. Un quadro, quello descritto dall’istituto di via Nazionale, nel quale si intrecciano segnali positivi e ombre, queste ultime rappresentate principalmente dalle incognite legate ai dazi commerciali e al persistente clima di tensioni internazionali, fattori che potrebbero influenzare gli sviluppi futuri.
Il motore dei servizi e il boom dell'occupazione
A trainare l’espansione economica dell’isola è stato, in modo particolare, il comparto dei servizi, che ha mostrato una tenuta notevole. Al suo interno, spicca il settore turistico, il cui indicatore è cresciuto del 2,3%, confermando la vitalità di un’attività che rappresenta una delle colonne portanti del sistema produttivo sardo. A questo risultato hanno contribuito, in maniera significativa, anche i trasporti, settore che, com’è ovvio, beneficia dell’indotto generato dall’afflusso di visitatori. Parallelamente, il mercato del lavoro ha registrato un’evoluzione più che positiva: tra gennaio e agosto, l’occupazione è aumentata del 3,2% sullo stesso periodo del 2024, con un totale di circa 65 mila nuovi contratti, dei quali una parte consistente a tempo indeterminato, segnando così un miglioramento tangibile delle condizioni di chi cerca un’occupazione stabile.
Un contesto nazionale e regionale in evoluzione
La presentazione del documento, curata dal direttore della sede di Cagliari di Bankitalia, ha offerto una fotografia dettagliata della congiuntura isolana, inserendola in un panorama più ampio. Se la crescita sarda, seppur modesta, ha superato quella media del Paese, il suo posizionamento rispetto al Sud Italia nel suo complesso indica come le dinamiche di sviluppo territoriali presentino andamenti differenziati e non omogenei. Questi timidi, ma concreti, segnali di ripresa si riflettono, inevitabilmente, anche sui redditi delle famiglie, che mostrano una tendenza al rialzo, alimentando una circolarità virtuosa che parte dalla domanda interna e si riverbera sull’intero sistema economico locale.
Le prospettive tra dati positivi e incertezze
I numeri diffusi, che parlano di un’isola in lenta ma costante ripresa, devono tuttavia fare i conti con un quadro macroeconomico globale non privo di elementi di fragilità. Le politiche commerciali internazionali, con l’applicazione di dazi, e le tensioni geopolitiche in atto costituiscono variabili imprevedibili, delle quali è difficile calcolare l’impatto sulle economie locali, per quanto resilienti esse possano essere. La Sardegna, dunque, naviga in acque relativamente calme, ma con l’obbligo di tenere d’occhio il barometro della situazione internazionale, da cui dipenderanno, in larga misura, i prossimi sviluppi di un’economia che trova nel turismo e in un mercato del lavoro in salute i suoi punti di forza più solidi.




