La Borsa di Milano cresce trainata da Unicredit e Prysmian, mentre Bruxelles sfida il golden power

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’indice Ftse Mib della Borsa di Milano ha aperto in rialzo, toccando un +0,96% nella prima parte della mattinata, sostenuto principalmente dai comparti bancario ed energetico. Tra i titoli che hanno spinto l’andamento positivo spicca Unicredit, salito del 2,38% dopo la diffusione della notizia, nella serata di ieri, che la Commissione europea potrebbe opporsi all’esercizio del golden power da parte del governo italiano sull’operazione relativa a Banco Bpm.

Banco Bpm, nato dalla fusione tra Banco Popolare e Popolare di Milano, ha registrato un incremento dell’1,95%, confermando un trend settimanale più marcato rispetto alla media del settore. I livelli tecnici indicano una resistenza immediata a 10,78 euro, con un supporto stimato a 10,56, segnale di una fase di rafforzamento nel breve periodo.

Lo scontro tra Roma e Bruxelles, tuttavia, rischia di andare oltre la semplice disputa tecnica. La Commissione europea si appresta a chiedere formalmente all’esecutivo italiano di revocare le condizioni imposte sulla possibile fusione tra Unicredit e Banco Bpm, mettendo in discussione l’utilizzo del golden power in ambito bancario. Una mossa che, se confermata, potrebbe aprire un confronto istituzionale sulla sovranità degli Stati membri in materia di politiche economiche, soprattutto in un contesto in cui si discutono strumenti come gli Eurobond e il Mes.

Intanto, Andrea Orcel consolida la sua posizione acquisendo il 20% dei diritti su Commerzbank, mentre Alberto Nagel, alla guida di Mediobanca, cerca senza successo l’appoggio dei sindacati nella partita su Monte dei Paschi. La risposta, almeno per ora, è stata fredda.

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