Piantedosi ammette: “Il sotto organico delle forze di polizia si trascina da decenni”
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Redazione Interno
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Il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, ha scelto i nuovi uffici della Polmetro presso la stazione Termini di Roma per offrire una replica, seppur indiretta, alle preoccupazioni espresse dal comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo. Era stato proprio Luongo, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 alla Scuola ufficiali, a lanciare l’allarme su una carenza di organico che per i carabinieri sfiora le diecimiladuecento unità, una cifra che rappresenta circa l’8,5% della forza complessiva prevista per legge. Un deficit, quello descritto dal generale, che finisce inevitabilmente per condizionare l’efficacia operativa dei reparti, costretti a sostenere un carico di lavoro già definito “molto rilevante” e in costante crescita.
Piantedosi, interpellato dai giornalisti a margine dell’evento capitolino, non ha minimizzato la portata del problema, confermando anzi come quel dato non riguardi esclusivamente l’Arma ma si estenda, con proporzioni analoghe, anche alle altre componenti del comparto sicurezza. “È un sotto organico – ha dichiarato il ministro – che si trascina da decenni”, facendo così riferimento a una criticità strutturale, le cui radici affondano in scelte di programmazione e politiche di bilancio risalenti nel tempo. La differenza, ha voluto precisare Piantedosi entrando nel merito tecnico della questione, intercorre tra la cosiddetta pianta organica formale, ossia il numero di unità che sarebbe necessario avere, e la forza effettivamente in servizio.
La risposta del governo tra concorsi e gestione delle risorse
Difronte a una fotografia che ritrae un apparato in sofferenza, con reparti operativi costretti a stringere la maglia per far fronte a molteplici impegni sul territorio, l’esecutivo rivendica di aver avviato una serie di iniziative per colmare il divario. Il ministro dell’Interno ha sottolineato come l’attuale governo stia mettendo in campo azioni importanti, le quali devono però fare i conti non solo con le carenze pregresse ma anche con un significativo turnover dovuto ai pensionamenti. Flussi in uscita, questi ultimi, che in passato sarebbero stati forse trascurati o comunque non adeguatamente compensati da un ricambio generazionale all’altezza.
I numeri delle scoperture, ha aggiunto Piantedosi, erano del resto già noti e comprensibili anche quando le precedenti amministrazioni, spinte da logiche di spending review, avevano sottoposto il settore a politiche di contenimento della spesa pubblica. Un lavoro di ricostruzione degli organici, quello evocato dal ministro, che procede progressivamente e che vede il Viminale affiancare e sostenere il comandante generale Luongo, così come gli altri vertici delle forze di polizia, nella ricerca di una sintesi efficace con tutte le istituzioni che compongono il sistema della sicurezza.
Il riferimento al passato, e a una carenza che affonda le sue origini in epoche lontane, serve forse a spiegare la complessità di un’inversione di tendenza che non può essere né immediata né risolutiva nell’arco di una singola legislatura. E mentre il governo assicura il proprio impegno, la macchina delle assunzioni prova a tenere il passo, sebbene il comandante dell’Arma abbia manifestato fiducia in un progetto già annunciato dall’esecutivo riguardante una riserva selezionata di carabinieri ausiliari, un contingente di volontari che potrebbe in parte sopperire all’assenza cronica di personale.
La cerimonia alla Scuola ufficiali e la visione del generale Luongo
L’allarme lanciato da Salvatore Luongo era giunto durante un’occasione solenne e istituzionale come l’inaugurazione dell’anno accademico presso la Scuola ufficiali dei carabinieri di Roma. In quella sede, il comandante generale non si era limitato a fotografare la carenza di organico, ma aveva approfittato della platea per delineare una visione moderna e complessa dell’Arma. Una visione, la sua, che punta con decisione sulla digitalizzazione dei processi, sull’innovazione tecnologica degli strumenti operativi e sulla necessità di una formazione avanzata per il personale, al fine di anticipare le minacce e garantire un servizio sempre più efficace alla collettività.
Luongo aveva definito la Scuola come un centro di eccellenza nel quale si fondono, in maniera inscindibile, l’etica individuale, la cultura professionale e il senso di responsabilità. Elementi, questi, che costituiscono il fondamento per guidare quella che lui stesso ha definito “la risorsa più preziosa dell’Arma”, ovvero le persone. Il riferimento alle persone, alla loro preparazione e alla loro motivazione, ha assunto un significato ancora più pregnante se letto alla luce della denuncia sulla carenza numerica: un organico ridotto rischia infatti di caricare i singoli militari di un peso eccessivo, minando proprio quella qualità dell’azione che si intende perseguire.
Il comandante generale aveva spiegato come il deficit attuale, quantificabile in quasi 10.200 unità, vada a incidere pesantemente sulle componenti operative di tutti i reparti, già chiamati a gestire una mole di lavoro in tendenziale aumento. Una situazione di sofferenza che, pur riguardando specificamente i carabinieri, trova perfetta corrispondenza nelle dichiarazioni del ministro Piantedosi, il quale ha esteso il problema all’intero comparto della sicurezza, polizia di Stato compresa. Il progetto dei carabinieri ausiliari, su cui Luongo ha detto di confidare, rappresenterebbe una delle possibili vie d’uscita da un’impasse che si protrae ormai da decenni.
L’inaugurazione della Polmetro e il contrasto all’illegalità diffusa
L’occasione pubblica che ha portato Piantedosi a commentare la questione degli organici è stata, come accennato, l’inaugurazione della nuova sede operativa della Polmetro all’interno della stazione Termini. Un presidio di prossimità, voluto per aumentare la percezione e la realtà della sicurezza in uno dei nodi di scambio più importanti e complessi della capitale. La nuova struttura, situata al piano inferiore della stazione nei pressi delle banchine della metropolitana, consentirà agli agenti della Polizia di Stato, specializzati in questo genere di servizi, di monitorare in tempo reale i flussi di viaggiatori e le immagini provenienti dalle telecamere di videosorveglianza.
L’iniziativa, che si inserisce in un protocollo d’intesa tra Atac e la Questura di Roma, ha già visto una fase sperimentale a partire dall’ottobre del 2024, portando a risultati concreti: dall’inizio del 2025 a oggi, la sezione Polmetro ha identificato oltre 36.700 persone, procedendo a 78 arresti e 195 denunce. Numeri che testimoniano l’efficacia di un controllo mirato del territorio, specie in quelle aree, come le reti di trasporto pubblico, dove l’utenza è più variegata e il rischio di piccola criminalità, ma non solo, risulta elevato. L’obiettivo dichiarato dal ministro e dal questore Massucci è di potenziare ulteriormente l’organico di questo reparto specializzato, portandolo dagli attuali 50 agenti fino a 80 unità, per estendere eventualmente il modello ad altre stazioni più periferiche.
Keywords: Piantedosi, organici forze di polizia, carenza personale, carabinieri, sicurezza Roma, Polmetro Termini
Description: Il ministro Piantedosi commenta l'allarme del generale Luongo sui 10mila carabinieri mancanti, parlando di un deficit strutturale che dura da decenni. Inaugurata intanto la nuova Polmetro a Termini.




