Ucraina e Russia si scontrano a colpi di dichiarazioni mentre proseguono i bombardamenti
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina entra in una nuova fase di tensione diplomatica, le parole sembrano essere diventate un’arma tanto affilata quanto i missili che continuano a colpire il territorio ucraino. Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di fare «di tutto per far fallire il prossimo round di negoziati», mentre il Cremlino, da parte sua, assicura di essere pronto a presentare un «memorandum di pace» durante un eventuale incontro a Istanbul. Un braccio di ferro che, più che avvicinare le parti, sembra alimentare ulteriormente lo scontro.
Intanto, la guerra sul campo non dà tregua. Nella regione di Zaporizhia, un attacco missilistico russo ha ucciso una bambina di nove anni e ferito un sedicenne nel villaggio di Dolynka. «Una casa è stata distrutta, diverse altre danneggiate dall’onda d’urto», ha scritto su Telegram il governatore Ivan Fedorov, confermando quello che è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi simili. Le offensive, che ormai da mesi colpiscono anche aree lontane dal fronte, continuano a mietere vittime civili, mentre Kiev e Mosca si accusano a vicenda di ostacolare ogni possibile via di dialogo.
Sul piano delle trattative, il negoziato sembra procedere più attraverso dichiarazioni pubbliche che intorno a un tavolo. Zelensky ha espresso scetticismo sulle reali intenzioni russe, chiedendo di vedere il documento prima di ogni incontro. Mosca, dal canto suo, insiste nel presentarsi come disponibile al dialogo, ma senza rinunciare a quella che appare una strategia di pressione militare e psicologica.
Intanto, anche la disinformazione gioca un ruolo cruciale. Il Moscow Times, testata indipendente con sede ad Amsterdam, ha smentito la notizia diffusa domenica scorsa dalla difesa aerea russa, secondo cui un elicottero su cui viaggiava Vladimir Putin sarebbe stato preso di mira da droni ucraini durante una visita nella regione di Kursk. Quella che era stata descritta come un’azione di Kiev si è rivelata, stando al giornale, una «messa in scena attentamente pianificata» dal Cremlino. Un episodio che, al di là delle singole responsabilità, dimostra quanto la guerra dell’informazione resti un fronte decisivo in questo conflitto.




