Lazio-Atalanta 2-2, una semifiale che rimanda tutto al ritorno tra le polemiche del deserto dell'Olimpico
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Redazione Sport
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La notte romana di Coppa Italia, quella che avrebbe dovuto incendiare lo stadio Olimpico e proiettare una delle due verso la finale, si è invece consumata nel silenzio surreale di un impianto quasi vuoto, per poi esplodere, sul campo, in novanta minuti densi di nervosismo e colpi di scena. L’andata della semifinale tra Lazio e Atalanta si è chiusa sul 2-2, un punteggio che, se da un lato lascia tutto in equilibrio in vista del retour match di Bergamo, dall’altro fotografa perfettamente una serata di protesta e di calcio giocato ai massimi livelli, seppur davanti a poche migliaia di spettatori. Erano circa cinquemila i presenti sugli spalti, una macchia in un oceano di seggiolini vuoti, a causa della decisione del tifo organizzato biancoceleste di disertare la Curva Nord e radunarsi all’esterno, allo Stadio dei Marmi, per un “estremo atto di amore” che suonava come una durissima condanna verso la gestione del presidente Claudio Lotito. Una tensione palpabile che ha fatto da cornice a una partita, quella sì, vibrante e combattuta, dove la Lazio di Maurizio Sarri ha mostrato due volti: quello autoritario e cinico capace di sbloccare il risultato in due occasioni, e quello fragile e forse ingenuo che ha permesso agli ospiti di riacciuffarla prima con Pasalic e poi, nel vero e proprio finale, con Yunus Musah.
La ripresa è stata un autentico copione di teatro sportivo, un susseguirsi di emozioni che ha negato la vittoria a entrambe. Al 47’, Daniel Maldini, uno degli ex di turno, confeziona un assist perfetto per l’inserimento di Fisayo Dele-Bashiru, bravo a scavalcare Carnesecchi con un tocco sotto: è l’1-0 che sembra indirizzare la gara sui binari giusti per i capitolini. La gioia, però, è questione di attimi, perché quattro giri di lancette dopo, Lazar Samardzic calcia dal limite, Provedel respinge corto e Mario Pasalic, il giocatore dai tempi di inserimento sempre perfetti, è lì per ribadire in rete. La Lazio accusa il colpo, ci mette un po’ a riorganizzare le idee, ma all’87’ trova il nuovo vantaggio con Boulaye Dia: è un gol fortunoso, che nasce da un errore in controllo dello stesso Pasalic su un cross innocuo di Nuno Tavares, con l’attaccante che ringrazia e infila Carnesecchi in uscita. Sembra fatta, sembra che la squadra di Sarri possa portare a casa un vantaggio minimo ma prezioso per il ritorno, ma anche in questo caso la replica degli ospiti è immediata e feroce. Al terzo dei novanta minuti, Kamaldeen Sulemana salta Marusic sulla sinistra e mette un pallone arretrato per Musah, appena entrato, che tutto solo in area scarica alle spalle di Provedel per il definitivo 2.




