Italia: bloccato il rimpatrio degli orfani ucraini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il tribunale dei minorenni di Brescia ha deciso di bloccare il rimpatrio di 57 orfani ucraini, ospitati in Italia dall'inizio della guerra con la Russia. La decisione è stata presa in risposta alla richiesta del governo di Kiev di far rientrare i bambini e gli adolescenti, di età compresa tra i 6 e i 16 anni, nei loro orfanotrofi di origine.

La richiesta di Kiev

Il governo ucraino, tramite il consolato in Italia, aveva chiesto il rimpatrio immediato dei minori. Tuttavia, diverse agenzie internazionali per la protezione dei minori, tra cui Unhcr e Unicef, si sono opposte a questa ipotesi, sostenendo che i bambini dovrebbero rimanere in Italia per la loro sicurezza e benessere.

La decisione del tribunale

Mercoledì pomeriggio, il tribunale dei minorenni di Brescia ha revocato i precedenti decreti che autorizzavano il rimpatrio, disponendo che i bambini restino affidati ai servizi sociali italiani. Questi ultimi dovranno garantire che i minori rimangano nei centri di accoglienza attuali, situati a Rota Imagna, Pontida e Bedulita, nella provincia di Bergamo.

Le reazioni

La decisione del tribunale è stata accolta con favore dai tutori dei minori e dalle organizzazioni internazionali coinvolte. Essi hanno sottolineato l'importanza di garantire un ambiente sicuro e stabile per i bambini, lontano dai conflitti e dalle incertezze della guerra.

Il futuro dei minori

Ora, i tutori dei 57 orfani ucraini chiederanno la protezione internazionale per i minori, al fine di assicurare loro un futuro sicuro e protetto in Italia. La questura di Bergamo ha deciso di bloccare il rimpatrio per almeno due settimane, in attesa di ulteriori sviluppi legali e amministrativi.

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