Romania, il ballottaggio tra l’estrema destra di Simion e l’europeismo di Dan
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Redazione Esteri
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La Romania si prepara a un duello decisivo per la presidenza della Repubblica, che vedrà affrontarsi, il 18 maggio, George Simion, leader del partito di estrema destra Aur, e Nicusor Dan, sindaco indipendente di Bucarest. Il primo, con il 41% dei voti al primo turno, ha consolidato il proprio ascendente su un elettorato sempre più ampio, mentre il secondo, sopravanzando di poco il liberale Crin Antonescu, rappresenta l’ultimo baluardo di un progetto politico dichiaratamente europeista.
Simion, fondatore di Aur – acronimo che sta per Alleanza per l’Unione dei Romeni –, ha costruito la sua ascesa su un linguaggio nazionalista, cavalcando temi come la sovranità economica e l’opposizione all’immigrazione. La sua vittoria, seppur parziale, ha già provocato un terremoto politico: il premier socialdemocratico Marcel Ciolacu si è dimesso, sostenendo che la coalizione di governo abbia perso legittimità dopo il mancato accesso al ballottaggio del suo candidato.
Dall’altra parte, Nicusor Dan, matematico di formazione e volto noto per le sue battaglie anti-corruzione, punta a fare della trasparenza e della modernizzazione dello Stato i pilastri della sua campagna. «Tra me e Simion non è solo una competizione politica, ma uno scontro di civiltà», ha dichiarato, sottolineando la distanza abissale tra i due progetti. La sua vittoria, però, non è scontata: l’alta affluenza al primo turno dimostra che il malcontento verso l’establishment rimane un fattore decisivo.
Intanto, dalle cancellerie europee si osservano con attenzione gli sviluppi, anche alla luce dei rapporti tra Simion e alcuni leader conservatori, tra cui Giorgia Meloni. La premier italiana, che condivide con lui l’appartenenza al gruppo dei Conservatori europei, gli ha inviato un messaggio di congratulazioni dopo il primo turno, auspicando una futura collaborazione «a Bruxelles». Un dettaglio che, se da un lato conferma le ambizioni internazionali di Simion, dall’altro solleva interrogativi sulle possibili alleanze dell’estrema destra continentale in vista delle prossime elezioni europee




