Putin ringrazia il Papa per gli sforzi di pace, mentre Francesco festeggia 12 anni di pontificato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mentre Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli, celebra il dodicesimo anniversario del suo pontificato, i messaggi di auguri giungono da ogni parte del mondo, inclusi quelli di leader politici di primo piano. Tra questi, spicca il telegramma inviato dal presidente russo Vladimir Putin, che ha ringraziato il Pontefice per i suoi «sforzi personali» volti a promuovere la pace, sottolineando l’importanza del dialogo tra la Santa Sede e la Russia in un contesto internazionale sempre più complesso. Putin, oltre agli auguri di «buona salute», ha espresso apprezzamento per il ruolo di mediazione che il Papa ha svolto in diverse occasioni, ribadendo come il dialogo tra i due Stati sia «particolarmente utile» in un momento storico segnato da tensioni globali.
Il messaggio del Cremlino arriva in un momento delicato per il Papa, che, nonostante le precarie condizioni di salute, continua a rappresentare un punto di riferimento per milioni di fedeli e non solo. Francesco, che ha scelto di chiamarsi come il poverello di Assisi, ha fatto della vicinanza ai più fragili e degli sforzi per la pace i pilastri del suo pontificato. Una missione che, come dimostrano i messaggi di leader come Putin, ha valicato i confini religiosi per assumere un significato politico e sociale più ampio.
Intanto, mentre il Papa festeggia i suoi 12 anni di regno con una torta e dodici candeline, simbolo di ogni anno trascorso alla guida della Chiesa cattolica, si riaccende il dibattito sulla successione. Le sue condizioni di salute, infatti, hanno già aperto la corsa tra i papabili, anche se il Vaticano mantiene un riserbo ufficiale sulla questione. Tra i nomi che circolano, alcuni cardinali sembrano emergere come possibili candidati, ma è ancora presto per fare previsioni.
Il 13 marzo 2013, quando Jorge Mario Bergoglio si affacciò per la prima volta dalla loggia della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli con un semplice «Cari fratelli e sorelle, buonasera!», pochi avrebbero immaginato che il suo pontificato avrebbe lasciato un’impronta così profonda. Da allora, Francesco ha affrontato sfide epocali, dalla riforma della Curia alla gestione degli scandali finanziari, passando per la lotta agli abusi nella Chiesa. Ma è forse la sua capacità di parlare al mondo intero, superando barriere culturali e religiose, a rimanere il tratto distintivo del suo magistero




