Milano in rosso, banche trascinano il Ftse Mib nel giorno dell'attesa per la Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Partenza in negativo per le principali borse europee, con Piazza Affari che si distingue per le performance peggiori, spinta al ribasso dal comparto bancario. Il Ftse Mib, dopo le timide aperture, ha ampliato le perdite fino a sfiorare l’1,5%, penalizzato soprattutto da Unicredit (-3,13%) e Leonardo (-3,3%), mentre Stellantis – in controtendenza – ha guadagnato oltre il 2,7%. Un movimento che riflette la cautela degli investitori, in bilico tra le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’attesa per le decisioni della Federal Reserve, il cui esito potrebbe influenzare i mercati già nella giornata di domani.

La seduta milanese, caratterizzata da volumi contenuti, ha visto i futures sul Ftse Mib (scadenza giugno 2025) scivolare verso i 39.350 punti, anticipando una fase di correzione che ha coinvolto anche altri titoli del settore finanziario. Bper (-2,8%), Popolare Sondrio (-2,3%) e Monte dei Paschi (-2,3%) hanno confermato il trend negativo, mentre UnipolSai (-2,3%) ha risentito del clima generale di incertezza. Solo Brunello Cucinelli, in netta controtendenza, è riuscito a svettare tra i pochi titoli in positivo, dimostrando ancora una volta la resilienza del lusso nonostante i venti contrari.

Oltreoceano, invece, Wall Street aveva chiuso la precedente sessione con un segno più, trainata soprattutto dal Dow Jones (+0,75%) e dallo S&P 500 (+0,94%), in un contesto dove l’ottimismo sembrava prevalere nonostante i dati macroeconomici non sempre confortanti. Ma oggi l’umore è cambiato: i timori di un’escalation tra Israele e Iran, uniti alla delusione per alcuni indicatori industriali, hanno riportato i listari statunitensi in territorio negativo, trascinando con sé anche le speranze di una ripresa immediata.

L’agenda economica, piuttosto povera di eventi rilevanti, ha lasciato spazio alle speculazioni sugli sviluppi futuri, sebbene gli analisti invitino alla prudenza. Quel che è certo è che la Fed, con il suo prossimo annuncio, potrebbe ribaltare gli equilibri: un eventuale segnale di rallentamento nei tagli ai tassi, infatti, rischierebbe di raffreddare ulteriormente gli animi. Intanto, Trump – tornato alla Casa Bianca – mantiene un profilo basso sulla politica monetaria, lasciando che siano i dati a dettare i tempi delle mosse della banca centrale

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