Il via libera definitivo al parco agrisolare, fondi Pnrr per il fotovoltaico in agricoltura
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Redazione Economia
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Con l'approvazione del decreto attuativo della Misura M2C1-I4, nota come “Facility Parco Agrisolare”, si è ormai entrati nella fase operativa che consentirà di allocare, entro l'anno in corso, i 789 milioni di euro stanziati dal Pnrr per il fotovoltaico in ambito agricolo e agroindustriale. Il provvedimento, il cui iter è stato completato dopo il via libera della Commissione europea giunto sul finire del 2025, delinea in maniera precisa i criteri per la selezione e il finanziamento dei progetti, i quali dovranno necessariamente essere realizzati entro il 2026. Si tratta di un passaggio cruciale, che trasforma le intenzioni programmatiche in concrete opportunità di investimento per un settore, quello agricolo, chiamato a coniugare la produzione tradizionale con la generazione di energia pulita.
Un bando per tetti e strutture, senza consumo di suolo
Il cuore tecnico della misura, come sottolineato dalle linee guida, risiede nell'incentivare esclusivamente l'installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici rurali esistenti, promuovendo così un modello di sviluppo che evita il consumo di suolo agricolo. Questa scelta progettuale, non secondaria, mira a salvaguardare la destinazione d'uso dei terreni, rispondendo a una delle criticità spesso sollevate riguardo alla diffusione delle rinnovabili in campagna. Gli impianti, la cui realizzazione è vincolata a precise specifiche tecniche per garantare la massima integrazione con l'attività agricola, hanno l'obiettivo primario di ridurre i costi energetici delle aziende, migliorandone la sostenibilità economica e ambientale. Alcuni di essi, è bene ricordarlo, potranno essere sviluppati nell'ambito delle Comunità Energetiche Rinnovabili, un altro pilastro della transizione ecologica nazionale.
Oltre quattro miliardi per un pacchetto più ampio di rinnovabili
La facility dedicata all'agrisolare non è l'unico strumento finanziario attivo; essa si inserisce, infatti, in un quadro di incentivi più vasto, recentemente potenziato con un nuovo decreto Pnrr che mette a disposizione oltre quattro miliardi di euro. Queste risorse, ingenti, sono destinate a finanziare non solo gli impianti fotovoltaici in agricoltura ma anche progetti per la produzione di biometano e, appunto, la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili. Un ventaglio di possibilità che amplia la platea dei potenziali beneficiari, includendo anche i cittadini interessati all'efficientamento energetico delle proprie abitazioni attraverso modelli collettivi di generazione e condivisione di energia. La complessità normativa di questi strumenti, tuttavia, richiede una preparazione specifica, tanto che la stessa formazione dei professionisti del settore è considerata un elemento cardine per la corretta attuazione degli interventi e la tutela degli investitori.
Il confronto tecnico e le scadenze da monitorare
Proprio per sciogliere i nodi interpretativi e favorire una diffusione corretta degli impianti, il dibattito tecnico e istituzionale resta vivace, come testimoniato da iniziative quali la “Giornata dell'agrivoltaico” organizzata da Anie a Roma. Incontri di questo tipo, volti a discutere l'interazione tra il decreto attuativo, la normativa sulle aree idonee e il Testo unico delle fonti rinnovabili, sono fondamentali per chiarire il perimetro d'azione degli operatori. Mentre il confronto procede, le imprese agricole devono prestare massima attenzione alle tempistiche stringenti previste dal bando, il cui rispetto è conditio sine qua non per accedere ai contributi. La guida tecnica pubblicata fornisce, in tal senso, un riferimento indispensabile per orientarsi tra requisiti, spese ammissibili e criteri di progettazione, evitando di perdere l'occasione offerta da uno degli strumenti più rilevanti del Pnrr per la modernizzazione del comparto.




