Un bando da 789 milioni per il fotovoltaico in agricoltura, la corsa allo sportello è alle porte
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Redazione Economia
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L’attesa, che si è protratta per mesi, sta per concludersi: il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste si appresta a pubblicare il nuovo bando della “Facility Parco Agrisolare”, un provvedimento che mette a disposizione del settore primario ben 789 milioni di euro. Queste risorse, inserite nel solco del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sono destinate a finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici produttivi di aziende agricole, zootecniche e agroindustriali, in un’ottica che esclude espressamente il consumo di suolo. La gestione avverrà a sportello, un dettaglio non secondario che, come spiega Pietro Busso della Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, trasformerà l’accesso ai fondi in una vera e propria corsa contro il tempo, dove la rapidità di presentazione della domanda sarà determinante per accaparrarsi le agevolazioni prima dell’esaurimento delle disponibilità.
La strategia del governo per mettere al sicuro i fondi del Pnrr
L’imminente pubblicazione del bando si inquadra in una più ampia e complessa operazione portata avanti dall’esecutivo, il quale – per scongiurare il rischio di perdere le ingenti risorse comunitarie a causa dei rigidi paletti temporali del Pnrr – ha deciso di blindare finanziariamente gli investimenti. Con un innovativo meccanismo normativo e finanziario, definito “facility”, il governo intende infatti garantire che i progetti, una volta approvati, possano essere completati anche oltre la scadenza originaria del 2026, neutralizzando così gli effetti paralizzanti di eventuali ritardi burocratici a livello locale. Una mossa che, stando alle dichiarazioni del ministro Foti, riguarderà un pacchetto di interventi per la transizione energetica dal valore superiore ai sette miliardi di euro, comprendente anche bandi per il biometano e le comunità energetiche rinnovabili attesi entro il prossimo febbraio.
Oltre quattro miliardi per rinnovabili ed efficientamento domestico
Il quadro degli incentivi si completa con il cosiddetto decreto Pnrr 2026, uno strumento dedicato che stanzia complessivamente oltre quattro miliardi di euro per sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili. La normativa, che rappresenta un’opportunità concreta anche per i privati cittadini desiderosi di efficientare energeticamente le proprie abitazioni, prevede infatti ingenti finanziamenti per la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, per l’agrivoltaico e per la filiera del biometano. La cornice legislativa offre quindi un ventaglio di possibilità che spazia dall’iniziativa del singolo agricoltore, il quale può ora coprire i tetti delle proprie stalle o capannoni con pannelli solari, a progetti di più ampio respiro e collettivi, volti a produrre e condividere energia pulita su scala locale.
La preparazione tecnica come elemento cruciale per accedere ai fondi
In un contesto caratterizzato da tempistiche serrate e da una competizione per accedere a risorse comunque limitate, la preparazione diventa un fattore decisivo. Gli uffici delle associazioni di categoria, come quello di Cuneo citato da Busso, si stanno già attrezzando per supportare gli imprenditori nella complessa fase della presentazione delle istanze. Parallelamente, si rende sempre più evidente la necessità di una formazione specifica per i professionisti del settore – progettisti, installatori, energy manager – la cui competenza tecnica e conoscenza delle procedure costituisce una garanzia fondamentale per i cittadini e per le imprese che intendono partecipare a questa transizione, assicurando che gli interventi siano non solo finanziati, ma anche realizzati a regola d’arte e in linea con gli obiettivi del piano.




