Prorogato al 3 luglio il bando da 262 milioni per il fotovoltaico alle imprese del Sud
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Redazione Economia
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C’è più tempo per le imprese del Mezzogiorno che intendono investire nell’autoproduzione di energia pulita. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il decreto direttoriale numero 33 firmato lo scorso 18 febbraio, ha infatti spostato in avanti la scadenza per la presentazione delle domande relative agli incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici. Il termine ultimo, inizialmente fissato per le 10 del mattino del 3 marzo 2026, slitta ora allo stesso orario ma del 3 luglio 2026, fornendo così una boccata d’ossigeno a quelle realtà produttive che non fossero riuscite a completare la documentazione entro i limiti precedenti.
La misura, che mette sul piatto una dotazione finanziaria complessiva di 262 milioni di euro, rientra nel Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC) ed è specificamente destinata alle regioni cosiddette meno sviluppate. A poter beneficiare delle agevolazioni sono le imprese di qualsiasi dimensione, purché la loro unità produttiva oggetto dell’intervento sia localizzata in un Comune con più di cinquemila abitanti e ricada nel territorio di una delle seguenti sette regioni: Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Una precisazione non secondaria riguarda la natura delle aree interessate, che devono essere classificate come industriali, produttive o artigianali, e gli impianti stessi, i quali vanno realizzati esclusivamente sulle coperture degli edifici o su strutture pertinenziali degli stessi.
Caratteristiche tecniche e intensità del contributo
Gli interventi finanziabili riguardano la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici, ma anche il potenziamento di quelli esistenti, con l’obbligo che l’energia prodotta sia destinata prioritariamente all’autoconsumo immediato da parte dell’azienda. È ammessa anche l’installazione di sistemi di accumulo elettrochimico, i quali consentono di differire l’utilizzo dell’energia prodotta, aumentando così il tasso di indipendenza energetica della struttura. La potenza degli impianti deve mantenersi entro una forbice ben precisa, che va da un minimo di 10 kW fino a un massimo di 1 MW, e i lavori per la realizzazione, che non possono iniziare prima della presentazione della domanda, devono concludersi entro diciotto mesi dalla data di concessione del contributo.
Il sostegno pubblico assume la forma del contributo in conto capitale, la cui percentuale varia in base alla dimensione aziendale e alla tecnologia scelta. Per i soli impianti fotovoltaici, l’agevolazione copre il 38% dei costi per le grandi imprese, percentuale che sale al 48% per le medie e arriva al 58% per le piccole imprese. Se si opta per impianti termo-fotovoltaici, le aliquote base aumentano di cinque punti percentuali, raggiungendo rispettivamente il 43, il 53 e il 63 per cento. Sono inoltre previste delle maggiorazioni: un due per cento aggiuntivo per le aziende in possesso della certificazione ISO 50001, e un premio che può arrivare al cinque per cento qualora si utilizzino moduli fotovoltaici iscritti al registro Enea nelle categorie B o C. L’energia elettrica immessa in rete e non immediatamente autoconsumata, va detto, sarà ritirata gratuitamente dal Gse per i venti anni successivi all’entrata in esercizio dell’impianto, andando ad alimentare il Fondo Nazionale Reddito Energetico.
Le opportunità in Sardegna e le dichiarazioni dell’assessore Cani
Parallelamente a questo bando nazionale, proseguono anche le iniziative a livello regionale. La Sardegna, in particolare, ha messo a disposizione delle proprie imprese una dotazione aggiuntiva di 29 milioni di euro, nell’ambito del Programma Regionale FESR 2021. Le risorse, gestite dall’Assessorato dell’Industria, sono destinate a micro, piccole e medie imprese operanti in settori come il manifatturiero, il commercio e i servizi di alloggio, per interventi che spaziano dall’efficientamento energetico dei processi produttivi all’installazione di impianti per le rinnovabili e sistemi di accumulo.
Su questo fronte, l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa, definendola “un’occasione da non perdere per abbattere in modo significativo i costi delle bollette”, storicamente una voce di spesa molto pesante per il tessuto produttivo dell’isola. L’obiettivo dichiarato, ha spiegato Cani, è quello di coniugare la riduzione dell’impatto ambientale, favorendo la transizione energetica, con un immediato beneficio economico per le aziende. Il bando regionale, che prevede contributi a fondo perduto da un minimo di 20mila a un massimo di 500mila euro, resterà aperto fino al 30 giugno 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Keywords: proroga bando fotovoltaico, PN RIC fotovoltaico Sud, contributi fotovoltaico imprese, autoconsumo industriale, fondo perduto GSE
Description: Prorogato al 3 luglio 2026 il termine per le domande del bando PN RIC da 262 milioni per impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici destinati alle imprese del Sud Italia.




