Sportello aperto per il fotovoltaico al Sud, la Sicilia pronta alla corsa ai 262 milioni
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Redazione Economia
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Da pochi giorni è operativo lo sportello telematico che permette alle imprese di sette regioni del Mezzogiorno di candidarsi per ottenere agevolazioni a fondo perduto, le quali possono coprire fino al 70% della spesa, finalizzate alla realizzazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia. Il programma, che attinge a una dotazione complessiva di 262 milioni di euro e rientra nel più ampio quadro del Programma nazionale per la ricerca, l’innovazione e la competitività per la transizione verde e digitale, rappresenta un’opportunità concreta per accelerare gli investimenti in tecnologie pulite, consentendo, fatto non secondario, l’utilizzo di moduli fotovoltaici prodotti anche al di fuori dei confini dell’Unione europea.
Le risorse e il potenziale ruolo della Sicilia
La ripartizione delle ingenti risorse, gestita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, coinvolge specificatamente le regioni del Sud Italia, tra le quali la Sicilia – che ha già dimostrato un dinamismo notevole nel settore delle rinnovabili – sembra poter giocare un ruolo di primo piano nella corsa all’accesso ai contributi. L’apertura delle istanze, preceduta da alcune attese e slittamenti tecnici come quello registrato per un bando regionale siciliano da 89 milioni dedicato alle Pmi, segna quindi l’avvio di una fase applicativa cruciale, nella quale le aziende dovranno presentare progetti dettagliati per accedere al finanziamento.
Caratteristiche tecniche e obiettivi della misura
La misura, denominata “Fotovoltaico e termo-fotovoltaico per le imprese del Sud”, si concentra sull’installazione di nuovi impianti all’interno di aree industriali, puntando a sostenere la competitività del tessuto produttivo meridionale attraverso la riduzione dei costi energetici e l’abbattimento delle emissioni. L’agevolazione, che non prevede dunque la forma del credito d’imposta ma quella del contributo a fondo perduto in conto capitale, è calibrata in percentuali diverse a seconda della dimensione aziendale e della localizzazione, raggiungendo la soglia massima proprio per le piccole e medie imprese delle regioni meno sviluppate.
Il contesto e le prospettive immediate
L’iniziativa governativa si inserisce in un contesto di progressiva moltiplicazione di strumenti incentivanti a livello nazionale e regionale, i quali, sebbene a volte caratterizzati da tempistiche non sempre lineari, disegnano un panorama di sostegno economico significativo per la transizione energetica delle imprese. L’efficacia dello strumento, al di là delle pur rilevanti dotazioni finanziarie, sarà valutabile in base alla capacità di spesa effettiva e al numero di progetti realizzati, che dovranno tradurre in impianti operativi le opportunità offerte dal bando, contribuendo così all’autonomia energetica e alla sostenibilità ambientale del sistema produttivo meridionale.




