Fotovoltaico per le imprese del Sud, slitta al 3 luglio il bando da 262 milioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con un decreto direttoriale firmato lo scorso 18 febbraio, ha concesso una proroga di quattro mesi per la presentazione delle domande relative agli incentivi destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, una misura che mette sul piatto 262 milioni di euro per le imprese del Mezzogiorno. La nuova scadenza, fissata per le ore 10 del 3 luglio 2026, sostituisce il termine originario del 3 marzo, offrendo così piú tempo a quelle aziende che intendono investire in impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici per l'autoconsumo immediato.

L'intervento si inserisce nel piú ampio Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC) e interessa in modo specifico le unità produttive localizzate nei comuni con piú di cinquemila abitanti delle regioni meno sviluppate, e cioè Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il finanziamento, che prevede una riserva del sessanta per cento delle risorse per le piccole e medie imprese, con una quota interna destinata alle micro e piccole realtà, vuole spingere il tessuto produttivo locale verso una maggiore autonomia energetica, riducendo la dipendenza dalla rete e l'impatto delle bollette.

Possono accedere alle agevolazioni imprese di qualsiasi dimensione, escluse quelle che operano nei settori carbonifero, della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura. Gli interventi ammissibili riguardano l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici, con possibilitá di includere anche sistemi di accumulo elettrochimico integrati, a patto che siano dimensionati per l'autoconsumo e che la potenza nominale sia compresa tra i 10 e i 1000 kW. La procedura per l'invio delle richieste rimane esclusivamente telematica, attraverso la piattaforma informatica gestita dal GSE, dove andranno caricati i progetti corredati di tutta la documentazione tecnica richiesta.

La decisione di posticipare il termine, motivata dalla necessitá di favorire il pieno utilizzo delle risorse stanziate, arriva in un contesto nazionale in cui la transizione energetica procede a rilento per quanto riguarda i grandi impianti, frenata da comitati locali e iter burocratici complessi. Di tutt'altro passo, invece, appare la risposta delle imprese e dei cittadini, che mostrano un interesse crescente verso l'autoproduzione e le forme di condivisione dell'energia, nonostante le difficoltá oggettive legate alla messa a terra dei progetti e, talvolta, alla gestione regionale delle misure di sostegno. Restano quindi invariati tutti i requisiti e i criteri di ammissibilitá previsti dall'avviso pubblico, cosí come le regole operative giá approvate, che disciplinano nel dettaglio le spese ammissibili e le modalitá istruttorie.

Regole tecniche e opportunitá per l'autoconsumo differito

Un aspetto qualificante della misura, e che merita attenzione in fase di progettazione, riguarda la possibilitá di abbinare agli impianti rinnovabili dei sistemi di accumulo, i cosiddetti battery storage, che consentono di trattenere l'energia prodotta per utilizzarla in momenti diversi della giornata, ottimizzando cosí l'autoconsumo e aumentando il risparmio. La norma specifica, peró, che l'agevolazione non copre la sola installazione delle batterie, ma le considera ammissibili solo se integrate in un progetto piú ampio che preveda prioritariamente la realizzazione dell'impianto fotovoltaico o termo-fotovoltaico, e che almeno il settantacinque per cento dell'energia assorbita dal sistema di accumulo provenga proprio dall'impianto rinnovabile associato.

Quanto all'entità del contributo, esso viene erogato come contributo in conto capitale, con intensità di aiuto che varia a seconda della dimensione aziendale: per le piccole imprese si puó arrivare fino al sessantacinque per cento delle spese ammissibili, per le medie fino al cinquantacinque e per le grandi fino al quarantacinque, nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Un'altra novitá introdotta per facilitare la liquiditá delle aziende riguarda la possibilitá di richiedere un'anticipazione fino al trenta per cento del contributo complessivo, presentando una fideiussione bancaria o assicurativa, in alternativa all'attesa del primo stato di avanzamento lavori.

Tempistiche di realizzazione e monitoraggio del GSE

Una volta ottenuto il via libera, le imprese beneficiarie dovranno avviare i lavori dopo la presentazione della domanda e concluderli entro diciotto mesi dal provvedimento di ammissione, un termine che richiede una pianificazione accurata e una certa rapiditá esecutiva per non incorrere in decadenze. La rendicontazione finale delle spese va presentata entro novanta giorni dalla conclusione del progetto, e il GSE, che cura l'istruttoria e la valutazione delle istanze, provvede a liquidare le somme spettanti entro ottanta giorni dalla richiesta, previa verifica di ammissibilità delle spese rendicontate. La procedura comparativa, con cui vengono selezionati i progetti, premia la coerenza tecnica e l'impatto ambientale, ragion per cui diventa cruciale, per le aziende del Sud, predisporre una documentazione solida e puntuale, approfittando dei mesi aggiuntivi concessi dalla proroga per affinare ogni dettaglio.

Description: Prorogato al 3 luglio 2026 il bando da 262 milioni per il fotovoltaico destinato alle imprese del Sud. Domande online per impianti in sette regioni.

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