Agricoltura, via libera al bando Agrisole 2026: 789 milioni per il fotovoltaico sui tetti
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Redazione Economia
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Il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha firmato, lo scorso 17 dicembre, il decreto che dà il via alla nuova fase del "Parco Agrisolare", una misura del Piano nazionale di ripresa e resilienza che stanzia, per la precisione, 789 milioni di euro. La somma, di notevole entità, è destinata a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali che intendano installare impianti fotovoltaici sulle coperture dei propri edifici produttivi, siano essi capannoni o serre. L'obiettivo, come sottolineato dagli stessi testi ufficiali, è duplice: da un lato promuovere l'autoproduzione di energia pulita, riducendo in modo strutturale i costi in bolletta per le aziende; dall'altro contribuire, senza consumare ulteriore suolo agricolo, agli impegni nazionali ed europei nella transizione energetica.
Il percorso per l'accesso ai fondi
Sebbene il decreto ministeriale sia già pubblicato sul portale del MASAF, il suo iter non è ancora del tutto completato. Il provvedimento, infatti, deve prima essere registrato dalla Corte dei Conti e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, passaggi necessari per la sua piena validità giuridica. Solo a seguito di queste formalità, il Gestore dei Servizi Energetici potrà emanare gli specifici avvisi di partecipazione, i bandi che dettaglieranno le scadenze, le modalità di presentazione delle domande e i criteri di selezione dei progetti. Questi ultimi, lo prevede già il decreto, riceveranno un contributo in conto capitale, ovvero un incentivo a fondo perduto che coprirà una percentuale della spesa sostenuta, alleggerendo così il costo dell'investimento iniziale per gli imprenditori.
Una misura attesa dal settore
L'annuncio del nuovo bando è stato accolto con favore da diverse organizzazioni di categoria, le quali vedono nello strumento una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese. La possibilità di produrre energia in loco, sfruttando superfici già edificate e dunque senza sottrarre terreni alle coltivazioni, rappresenta un'opportunità per bilanciare i rincari che da mesi incidono sui costi di produzione. Si tratta, in altre parole, di un intervento che punta a coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica, permettendo alle aziende di ammortizzare nel tempo la spesa per l'energia e di rendersi più autonome dalle fluttuazioni del mercato.
Caratteristiche tecniche e continuità con il passato
La nuova "Facility Parco Agrisolare" si colloca in piena continuità con le analoghe iniziative promosse negli anni scorsi, confermando l'indirizzo di incentivare esclusivamente impianti in "asset topper", cioè installati sopra le strutture esistenti. Il focus rimane, pertanto, sul fotovoltaico per l'autoconsumo, un modello che massimizza l'efficienza energetica facendo coincidere, per quanto possibile, i luoghi di produzione con quelli di utilizzo dell'elettricità. Il decreto fornisce il quadro normativo e finanziario, ma spetterà ai successivi bandi del GSE definire nel dettaglio la potenza massima ammissibile degli impianti, le tempistiche di realizzazione e la documentazione tecnica richiesta per accedere all'agevolazione.




