Garlasco, Nuzzi a Quarto Grado: «Elementi investigativi significativi su Sempio, Soldani e Sapone»
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Redazione Interno
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Nuovi sviluppi nel filone investigativo sulla presunta corruzione legato al caso Garlasco. Secondo quanto riferito da Gianluigi Nuzzi durante la puntata di Quarto Grado andata in onda mercoledì 2 ottobre, alla Procura di Pavia sarebbero arrivati «elementi investigativi significativi» riguardanti Andrea Sempio, l'avvocato Federico Soldani e Silvio Sapone, ex responsabile dei carabinieri della polizia giudiziaria di Pavia.
La rivelazione in diretta e la reazione dei legali
Il conduttore ha attribuito l'indiscrezione a fonti giudiziarie vicine al dossier, precisando che al momento si tratta di informazioni riferite dalla trasmissione e non di una comunicazione ufficiale della Procura. La notizia è stata data mentre in studio erano presenti i legali di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, i quali sono rimasti piuttosto sorpresi da quanto emerso. Cataliotti ha dichiarato di essere «convinto che Andrea non avesse nulla di che temere», mentre la collega ha spiegato di aver appreso la notizia in quel momento.
Il filone corruzione e gli indagati
Il fascicolo per corruzione in atti giudiziari era stato aperto dalla Procura di Brescia nel maggio 2025 e vedeva inizialmente sotto indagine l'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. L'ipotesi accusatoria riguarda un presunto scambio di denaro finalizzato a favorire l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio nel 2017, quando il giovane era già indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. A distanza di mesi, le accuse nei confronti di Venditti sono cadute, ma resta indagato Giuseppe Sempio.
Secondo quanto riferito da Nuzzi, i nuovi elementi arrivati sul tavolo del procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone potrebbero presto portare all'iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, di Soldani e del luogotenente Sapone.
Le precedenti posizioni di Sapone e Soldani
Il nome di Silvio Sapone era già emerso negli approfondimenti sul filone parallelo relativo alla gestione delle prime indagini su Sempio. Nel novembre 2025 l'ex carabiniere era stato convocato dalla Procura di Brescia come persona interessata e, secondo quanto riportato all'epoca, non risultava indagato.
Sentito a verbale il 17 novembre 2025, Sapone si era difeso dalle accuse sostenendo di non aver mai agevolato l'indagato: «Per me tutti i fascicoli sono uguali», aveva dichiarato, spiegando le telefonate del gennaio 2017 come tentativi di notificare un invito a comparire poi mai recapitato perché i magistrati avevano cambiato idea.
Quanto a Federico Soldani, anch'egli era già stato ascoltato come testimone dai pm bresciani nel novembre 2025 insieme agli altri legali che nel 2017 difendevano Andrea Sempio. Le testimonianze riguardavano i soldi versati dalla famiglia Sempio a quell'epoca: l'avvocato Massimo Lovati aveva ammesso di aver preso in contanti circa 15mila euro per la difesa, mentre Soldani aveva replicato che fu proprio Lovati a insistere perché la somma venisse erogata in quello modo.
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